Google dovrà rivedere le modalità di consenso in Italia

Sofia Esposito

La decisione dell’Antitrust e le nuove condizioni imposte

L’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha portato a un cambiamento rilevante nelle modalità con cui Google potrà d’ora in avanti raccogliere e gestire il consenso degli utenti in Italia. Il procedimento avviato dall’ente regolatore si è concluso con la richiesta formale al gruppo guidato da Sundar Pichai di introdurre maggiore trasparenza e nuove opzioni relative all’uso dei dati personali.
L’indagine, aperta nel luglio 2024, si era concentrata su pratiche ritenute non conformi ai requisiti di correttezza commerciale. L’attenzione dell’AGCM si era focalizzata sulla mancanza di un consenso specifico per i diversi servizi offerti dalla piattaforma, considerato troppo generico e poco chiaro nella forma proposta agli utenti.

Le modifiche richieste: più controllo e chiarezza per gli utenti

Secondo quanto stabilito dall’Antitrust, Google dovrà garantire un’informazione più dettagliata e facilmente comprensibile. In particolare, la società sarà tenuta a distinguere in modo esplicito i servizi per i quali l’utente può esprimere o negare il proprio consenso, senza obbligare ad accettare un’autorizzazione unica e indistinta.
La piattaforma dovrà inoltre precisare che la limitazione del consenso non comporta la perdita della maggior parte delle funzionalità, soprattutto nei casi in cui i servizi non siano direttamente collegati tra loro. Questo passaggio è ritenuto essenziale per permettere agli utenti di compiere scelte informate, evitando timori o dubbi legati alla possibile riduzione delle prestazioni offerte dalle applicazioni dell’ecosistema Google.

Comunicazioni individuali agli utenti già registrati

Una delle novità più significative riguarda gli utenti che, al momento dell’introduzione del nuovo sistema, hanno già espresso preferenze sul trattamento dei dati. Google sarà tenuta a inviare una comunicazione personalizzata a ciascun account italiano, riepilogando le scelte precedenti e spiegando le informazioni contenute nella nuova richiesta di consenso.
Questa procedura interesserà milioni di utenti e rappresenta un obbligo aggiuntivo volto a garantire un elevato livello di trasparenza. L’obiettivo dell’AGCM è rendere immediatamente chiaro quali opzioni siano state selezionate in passato e come sia possibile aggiornarle alla luce delle nuove regole.

Il collegamento con il quadro normativo europeo

Il provvedimento italiano non si colloca in un contesto isolato. L’intervento dell’Antitrust si inserisce infatti nell’applicazione del Digital Markets Act (DMA), la normativa europea entrata in vigore nel marzo 2024. Il regolamento impone ai principali operatori digitali, classificati come “gatekeeper”, di adottare procedure più rigorose nella gestione dei dati personali e nell’ottenimento del consenso degli utenti.
Il caso italiano rappresenta pertanto un tassello di un più ampio processo di armonizzazione normativa. La nuova disciplina punta a garantire condizioni di mercato più eque e a rafforzare la tutela degli utenti nei confronti delle piattaforme dominanti, riducendo le asimmetrie informative e obbligando i grandi operatori a incrementare la trasparenza delle proprie attività.

Impatto atteso sul settore dei servizi digitali

Le modifiche richieste potrebbero avere effetti anche sulle strategie di raccolta dati delle altre piattaforme attive nel mercato europeo. La necessità di fornire informazioni più dettagliate e di permettere un consenso modulabile potrebbe diventare un modello cui dovranno conformarsi altri operatori soggetti al DMA.
Il caso di Google, con il suo vasto ecosistema di servizi e la grande quantità di dati gestiti, rappresenta un banco di prova importante. L’impatto delle modifiche sarà osservato con attenzione dalle autorità europee e dagli esperti di regolamentazione digitale, interessati a valutare l’effettiva efficacia delle misure introdotte e il grado di consapevolezza raggiunto dagli utenti nel nuovo quadro normativo.