Un anno record per il mercato azionario italiano
Il 2025 si chiude come uno degli anni più brillanti nella storia recente della Borsa italiana. Piazza Affari ha archiviato l’anno con una crescita complessiva del +31,7%, il miglior risultato dal 2000. Un dato che colloca Milano al vertice delle principali piazze finanziarie mondiali, superando nettamente le performance di altri mercati sviluppati.
A titolo di confronto, Wall Street ha registrato un progresso del +17%, il Nikkei giapponese del +26,2%, mentre in Europa il Dax tedesco si è fermato a +23,6% e il Cac 40 francese a +10,6%. Il distacco evidenzia la forza relativa del listino italiano.
Ftse Mib ai massimi e capitalizzazione in crescita
Il rally ha portato l’indice FTSE MIB a chiudere l’anno a 44.944 punti, un livello che segna una nuova fase di maturità del mercato. La capitalizzazione complessiva delle società quotate ha raggiunto circa 1.000 miliardi di euro, pari a circa il 47% del PIL nazionale, rafforzando il ruolo della Borsa come canale centrale di finanziamento dell’economia reale.
Il ruolo chiave del risiko bancario
Uno dei principali motori della crescita è stato il settore bancario, protagonista di un intenso risiko fatto di fusioni, acquisizioni e operazioni strategiche. Banca Popolare di Sondrio ha messo a segno un incremento del +105%, sostenuta dal progetto di fusione per incorporazione in BPER, attesa entro la primavera 2026.
Anche BPER Banca ha registrato una crescita significativa (+90,3%), mentre UniCredit si è distinta come il titolo più scambiato dell’anno: oltre 5 milioni di contratti per un controvalore superiore a 91 miliardi di euro, chiudendo il 2025 con +84,2%.
La difesa supera le banche
Se il credito ha avuto un ruolo centrale, il settore della difesa è stato il vero leader del listino. Fincantieri ha guidato la classifica con un balzo del +143,1%, seguita da Leonardo, in crescita del +89,9% e con un valore superiore a 49 euro per azione.
Particolarmente rilevante anche la performance di Iveco Group, che ha chiuso l’anno a +101,2%, sostenuta dallo spin-off nel comparto difesa e dall’avvio di progetti dedicati ai veicoli militari.
Telecomunicazioni in forte recupero
Tra le sorprese positive del 2025 figura il settore delle telecomunicazioni. TIM ha registrato una crescita del +109,1%, raggiungendo quota 0,51 euro. A sostenere il titolo è stato l’ingresso rafforzato di Poste Italiane, salita fino al 27,3% del capitale ordinario dopo l’acquisizione di ulteriori quote da Vivendi.
TIM ha inoltre annunciato un piano di investimenti da 1 miliardo di euro per il periodo 2025-2027, con focus su cybersecurity e data center, rafforzando il posizionamento tecnologico del Paese.
I settori in difficoltà
Non tutti i comparti hanno beneficiato del rally. Amplifon ha chiuso il 2025 con una flessione del -44,6%, penalizzata da una crescente pressione competitiva e dall’ingresso di nuovi operatori tecnologici nel settore della cura dell’udito.
Ancora più complessa la situazione dell’automotive. Stellantis ha perso il -24,9%, mentre Ferrari ha ceduto il -22,6%. Pesano il calo della produzione, la contrazione delle consegne in Europa e la forte concorrenza dei costruttori cinesi, con effetti anche sulla holding Exor.
Un mercato guidato dai grandi temi strutturali
Il bilancio del 2025 mostra un mercato che ha premiato le aziende capaci di intercettare trend strutturali di lungo periodo: sicurezza, difesa, finanza e infrastrutture. Al contrario, i settori più esposti alle trasformazioni industriali e alla competizione globale hanno incontrato maggiori difficoltà.
Il risultato complessivo conferma una Piazza Affari più matura, attrattiva per gli investitori internazionali e in grado di competere con i principali mercati globali.
