Costo della vita 2025: Milano in testa, Napoli fanalino

Francesca Vitali

La classifica nazionale dei prezzi urbani

Nel 2025 il confronto sui prezzi al consumo nelle principali aree urbane italiane conferma una forte polarizzazione geografica. Secondo l’analisi condotta dal Codacons sui listini di beni e servizi in 18 grandi città, Milano si conferma la piazza più onerosa del Paese, mentre Napoli emerge come la città complessivamente più conveniente. Il quadro varia sensibilmente se si restringe l’osservazione alla sola spesa alimentare, dove il primato del risparmio si sposta verso il Sud.

Il paniere completo: Milano sfiora i 600 euro

L’indagine prende in considerazione un paniere “esteso” che include prodotti alimentari, ortofrutta e una serie di servizi alla persona e alla famiglia, come cure odontoiatriche, parrucchiere, tintoria e cura degli animali domestici.
In questo confronto, Milano registra una spesa media pari a 598,95 euro, risultando circa il 62% più cara rispetto a Napoli, che per le stesse voci si attesta intorno a 369 euro. Subito dopo il capoluogo lombardo si collocano Aosta con 586 euro e Bolzano con 574 euro.
Tra le città più accessibili, oltre a Napoli, figurano Palermo con circa 408 euro e Catanzaro con 424 euro, a conferma di un divario Nord-Sud ancora marcato.

Spesa alimentare: Catanzaro batte tutte

Limitando l’analisi ai cibi e alle bevande, il risultato cambia. Il carrello tipo considerato comprende 28 prodotti di largo consumo, tra cui carne, pesce, ortaggi, pane, pasta e olio. In questo ambito, Catanzaro risulta la città più economica con una spesa di circa 165 euro.
Seguono Napoli con 168 euro e Bari con 172 euro. All’estremo opposto si colloca Bolzano, dove lo stesso paniere arriva a 220 euro, pari a un differenziale di oltre il 33% rispetto alla città più conveniente. Anche su un acquisto standard, la differenza incide in modo rilevante sui bilanci familiari.

Caffè, panini e piccoli consumi quotidiani

Le disparità emergono con chiarezza anche nelle spese di tutti i giorni. Il prezzo medio di un panino al bar è più basso a Ancona, con 2,67 euro, contro una media nazionale di 3,80 euro. A Milano lo stesso prodotto raggiunge 5,64 euro, evidenziando il divario tra le diverse realtà urbane.
Per il cappuccino, il primato del costo più elevato spetta a Bolzano con 2,29 euro, mentre altre città del Centro-Sud mantengono prezzi sensibilmente inferiori.

Alimentari e servizi: dove si spende di più

Alcune voci simbolo aiutano a comprendere meglio la geografia dei prezzi. La carne bovina più cara si trova a Bologna, con 26,7 euro al chilogrammo, mentre le zucchine raggiungono il massimo a Genova con 4,60 euro al chilogrammo.
Sul fronte dei servizi, un’otturazione dentale varia dai 176 euro di Aosta ai 70 euro di Napoli, mostrando un divario che va ben oltre il costo dei beni materiali.

Auto, cinema e tempo libero

Anche la manutenzione dell’auto e lo svago riflettono forti differenze territoriali. Il lavaggio dell’auto costa 8,5 euro ad Ancona, ma supera i 21 euro a Bolzano. Per il cinema, la città più economica risulta Bari con 7,3 euro, mentre Genova registra il prezzo più alto con 11,2 euro.
Per la cura dei capelli, il Sud mantiene un vantaggio: a Napoli una messa in piega costa meno di 13 euro, contro i 23,5 euro di Bologna, e un taglio donna resta sotto i 15 euro, mentre a Trieste arriva a 30 euro.

Sorprese e casi particolari

Non mancano risultati inattesi. Milano, pur essendo la città più cara nel paniere complessivo, risulta la più economica per il servizio di lavaggio e stiratura di una camicia, con 2,89 euro. Per gli animali domestici, invece, la toilettatura dei cani è più costosa ad Aosta, con 49,6 euro, a fronte di una media nazionale di 34,6 euro.