Un cambio di modello per l’identità digitale
Dal 1° gennaio 2026 il servizio PosteID SPID introduce un contributo annuale legato al rinnovo dell’accesso ai servizi online. Non si tratta di un’imposta immediata per tutti: il primo anno resta gratuito, mentre il canone entra in vigore alla scadenza dei dodici mesi dall’attivazione dell’identità digitale. La misura riguarda uno degli strumenti più utilizzati per l’accesso ai portali della Pubblica Amministrazione e a numerosi servizi privati.
Quanto si paga e quando scatta il rinnovo
L’importo stabilito è pari a 6,00 euro l’anno (IVA inclusa). Il pagamento non è uniforme per tutti gli utenti allo stesso momento: ciascun titolare paga solo al termine del proprio primo anno di validità. Chi ha attivato lo SPID da tempo non subisce interruzioni improvvise e può continuare a utilizzarlo fino alla naturale scadenza dell’annualità in corso.
Modalità di pagamento semplici e diffuse
Il rinnovo può essere effettuato:
- online, con carta, tramite il portale dedicato a PosteID;
- in ufficio postale, comunicando il codice fiscale del titolare dell’identità.
Non è richiesta la presentazione di documenti. È possibile rinnovare anche per conto di un’altra persona senza la sua presenza fisica, rendendo l’operazione accessibile a chi ha meno dimestichezza con i canali digitali.
Chi resta esente dal canone
Alcune categorie non pagano il contributo annuale. L’esenzione riguarda:
- minorenni;
- cittadini con almeno 75 anni;
- residenti all’estero.
Resta inoltre escluso dal canone “cittadino” chi utilizza PosteID SPID ad uso professionale. In questo caso, però, non si tratta di gratuità: l’uso professionale è un servizio distinto, con tariffe dedicate.
SPID ad uso professionale: costi e differenze
Il profilo professionale non è soggetto ai 6 euro annui previsti per l’uso standard, ma prevede un abbonamento specifico:
- 30 euro + IVA per 1 anno;
- 54 euro + IVA per 2 anni;
- 69 euro + IVA per 3 anni.
Questo servizio è pensato per chi utilizza lo SPID in ambito lavorativo e richiede funzionalità aggiuntive. L’esenzione dal canone “cittadino” non equivale quindi a un utilizzo gratuito complessivo.
Cosa succede se non si rinnova
Chi sceglie di non pagare il rinnovo non perde immediatamente l’identità digitale. L’account resta esistente, ma la funzionalità di accesso ai servizi SPID viene sospesa finché non si regolarizza il pagamento.
È inoltre previsto che, dopo 24 mesi dall’ultimo utilizzo, l’identità digitale possa essere revocata secondo le regole vigenti. In pratica, il mancato rinnovo prolungato può trasformarsi in una perdita definitiva del servizio.
Le alternative per evitare la spesa
Gli utenti che non intendono sostenere il canone hanno più strade:
- Altri gestori SPID: alcuni applicano già un rinnovo annuo (con importi variabili), altri potrebbero mantenere condizioni diverse nel tempo.
- CIE ID: l’identità digitale associata alla Carta d’Identità Elettronica rappresenta l’alternativa più lineare. È gratuita, consente l’accesso agli stessi servizi online e funziona tramite app dedicata, senza canoni annuali.
Il contesto normativo e le ragioni della scelta
L’introduzione del canone avviene dopo il rinnovo quinquennale della convenzione SPID con gli organismi di riferimento per la digitalizzazione. L’obiettivo è rendere il servizio sostenibile nel tempo, coprendo i costi di gestione, sicurezza e assistenza, mantenendo comunque ampie esenzioni per le fasce considerate più sensibili.
Impatto pratico per cittadini e famiglie
Per la maggior parte degli utenti il cambiamento si traduce in un costo contenuto, pari a 50 centesimi al mese, attivato solo dopo il primo anno. La scelta tra rinnovo, cambio gestore o passaggio alla CIE dipende dall’uso concreto dello SPID e dalla frequenza di accesso ai servizi digitali.
