La stampa tedesca esalta Pier Silvio Berlusconi

Matteo Romano

Un profilo manageriale lontano dalla politica

In Germania il nome Berlusconi continua a evocare un passato controverso, legato all’intreccio tra potere politico e affari. Eppure, nel panorama economico tedesco sta emergendo una lettura diversa della nuova generazione. Un importante quotidiano economico-finanziario di Francoforte ha dedicato un’analisi approfondita a Pier Silvio Berlusconi, descrivendolo come un dirigente concentrato esclusivamente sull’impresa, distante dalle dinamiche politiche che avevano segnato la stagione del padre Silvio Berlusconi. Il ritratto restituisce l’immagine di un manager riservato, focalizzato sul prodotto televisivo e sulla crescita industriale.

L’ascesa di MFE nel mercato europeo

Sotto la guida di Pier Silvio Berlusconi, MFE – MediaForEurope ha compiuto un salto dimensionale decisivo. Nel 2025 il gruppo ha assunto il controllo di ProSiebenSat.1, uno dei principali operatori televisivi privati tedeschi, raggiungendo una quota del 75,6% del capitale. L’operazione rappresenta la più grande acquisizione nella storia del gruppo e consolida la presenza di MFE in sei Paesi europei: Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera e Austria. Il risultato è la nascita di un polo televisivo paneuropeo con ambizioni industriali di lungo periodo.

Una strategia costruita nel tempo

Il percorso che ha portato MFE al controllo di ProSiebenSat.1 non è stato rapido né aggressivo. Tutto è iniziato nel 2019 con una partecipazione iniziale del 9,6%, progressivamente aumentata fino a superare il 30% negli anni successivi. Il passo decisivo è arrivato nel settembre 2025, con un’offerta pubblica che ha consentito al gruppo italiano di prevalere sulle resistenze interne e sulla concorrenza del fondo ceco PPF. L’investimento complessivo è stato pari a 755 milioni di euro, di cui 438 milioni in contanti, segno di una strategia finanziaria ponderata e sostenibile.

Il confronto implicito con altri casi italiani

L’attenzione positiva della stampa tedesca non è casuale. Nel contesto di un’economia nazionale alle prese con una fase di rallentamento e timori occupazionali, l’ingresso di capitali stranieri viene valutato con estrema cautela. In questo scenario, MFE viene indicata come esempio di investitore affidabile, capace di rispettare tempi, regole e sensibilità locali. Il confronto implicito è con altre operazioni italiane percepite come troppo rapide o invasive, che non hanno incontrato lo stesso favore nei settori strategici tedeschi.

Un progetto industriale contro i colossi globali

La logica dell’operazione non è difensiva ma espansiva. Pier Silvio Berlusconi punta a costruire una piattaforma televisiva generalista e crossmediale, fondata su sinergie tecnologiche e pubblicitarie comuni. L’obiettivo è rafforzare la capacità competitiva della televisione europea tradizionale di fronte ai giganti statunitensi dello streaming. La creazione di infrastrutture condivise per la raccolta pubblicitaria e la distribuzione dei contenuti rappresenta uno dei pilastri del piano industriale di MFE.

Le criticità del mercato pubblicitario

Non mancano tuttavia le incognite. Il mercato pubblicitario, essenziale per il modello economico della televisione commerciale, attraversa una fase di debolezza soprattutto in Germania e Spagna. Inoltre, ProSiebenSat.1 ha dimensioni superiori rispetto all’intero gruppo MFE, rendendo l’integrazione una sfida complessa sotto il profilo operativo e finanziario. La stampa tedesca sottolinea come questa acquisizione rappresenti il rischio più elevato mai assunto da Pier Silvio Berlusconi nella sua carriera manageriale.

Credibilità costruita con pazienza

Nonostante le perplessità, il giudizio complessivo resta positivo. Vengono riconosciute a Pier Silvio Berlusconi qualità raramente associate agli investitori stranieri in Germania: pazienza, perseveranza e rispetto dei processi. Sette anni di presenza graduale hanno permesso al manager italiano di farsi conoscere e accettare, costruendo un rapporto di fiducia con il sistema industriale e finanziario tedesco. Un approccio che contrasta con l’immagine storica del “capitalismo d’assalto” spesso attribuita agli investitori italiani.

Un passaggio storico per la tv europea

L’ingresso stabile di MFE nel mercato tedesco segna un passaggio storico per il settore dei media europei. Per la prima volta un gruppo televisivo italiano assume un ruolo centrale in uno dei mercati più grandi e regolati del continente. La scommessa è ambiziosa: dimostrare che un modello industriale europeo può ancora competere, innovare e crescere senza rinunciare alla propria identità.