Canone Rai 2026: importo confermato ed esenzioni previste

Matteo Romano

Il canone resta invariato anche per il prossimo anno

Per il 2026 il Canone Rai non subisce variazioni e rimane fissato a 90 euro annui. La modalità di riscossione continua a essere quella introdotta negli ultimi anni: l’importo viene addebitato direttamente nella bolletta dell’energia elettrica dell’utenza domestica residenziale. Il prelievo avviene in modo automatico e riguarda un solo componente per ciascuna famiglia anagrafica, indipendentemente dal numero di televisori posseduti o dalle abitazioni utilizzate.

Come avviene l’addebito in bolletta

Il pagamento del canone è generalmente suddiviso in dieci rate mensili, da gennaio a ottobre, inserite nelle fatture dell’elettricità. L’addebito scatta quando l’intestatario del contratto di fornitura è residente e si presume la detenzione di almeno un apparecchio televisivo. Questa presunzione resta valida salvo presentazione di una specifica dichiarazione di non possesso.

Chi può evitare il pagamento

Non tutti sono tenuti al versamento del canone. La normativa prevede precise ipotesi di esonero, che devono però essere richieste formalmente. Le principali categorie interessate sono tre.
La prima riguarda i contribuenti che non possiedono alcun televisore in nessuna delle abitazioni riconducibili alla famiglia anagrafica.
La seconda include i cittadini che hanno almeno 75 anni e un reddito complessivo annuo, proprio e del coniuge, non superiore a 8.000 euro, purché non convivano con altri soggetti titolari di reddito.
La terza categoria comprende alcune figure tutelate da accordi internazionali, come agenti diplomatici, funzionari consolari e determinati membri di forze armate straniere presenti sul territorio italiano.

Le scadenze da rispettare per l’esonero

Il fattore tempo è determinante. Per ottenere l’esonero valido per l’intero 2026, la domanda deve essere presentata entro il 31 gennaio 2026.
Se la dichiarazione viene trasmessa dal 1° febbraio al 30 giugno 2026, l’esenzione sarà riconosciuta solo per il secondo semestre dell’anno, con effetto da luglio a dicembre. Le richieste presentate oltre tale termine non producono benefici per l’anno in corso.

A chi spetta presentare la domanda

La richiesta di esonero deve essere inoltrata dal titolare dell’utenza elettrica su cui verrebbe addebitato il canone. È irrilevante che il televisore, se presente, sia intestato a un altro componente della famiglia: ciò che conta è la coincidenza tra utenza elettrica residenziale e nucleo anagrafico.

Modalità di invio della dichiarazione

La procedura può essere completata con diverse modalità. Il modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate può essere trasmesso attraverso i servizi telematici disponibili nell’area riservata. In alternativa, è possibile inviare la documentazione tramite PEC oppure mediante raccomandata, utilizzando l’apposito indirizzo dedicato alla gestione del Canone TV. È essenziale compilare il modulo in ogni sua parte, indicando correttamente i dati anagrafici e il motivo dell’esenzione.

Il caso del rimborso per addebiti non dovuti

Può accadere che il canone venga comunque addebitato pur in presenza dei requisiti per l’esonero. In queste situazioni è prevista la possibilità di richiedere il rimborso delle somme versate. La domanda può essere presentata dal titolare del contratto di energia elettrica oppure, in caso di decesso, dagli eredi. Anche per il rimborso è necessario utilizzare uno specifico modello e seguire la procedura indicata dall’amministrazione finanziaria.

Un’imposta unica per famiglia anagrafica

Un principio spesso frainteso riguarda l’unicità del canone: i 90 euro sono dovuti una sola volta per famiglia, anche se i televisori sono più di uno o collocati in abitazioni diverse. L’obbligo resta legato alla residenza e non al numero di apparecchi, rendendo fondamentale verificare la propria posizione prima di presentare eventuali richieste.