Rendimenti bassi sui conti correnti tradizionali
La remunerazione della liquidità parcheggiata sui conti correnti ordinari resta estremamente contenuta. Secondo i dati ABI aggiornati a ottobre 2025, il tasso medio lordo riconosciuto ai correntisti italiani è pari appena allo 0,28%, un livello che non consente di contrastare nemmeno parzialmente l’erosione del potere d’acquisto. In questo contesto cresce l’interesse verso soluzioni bancarie alternative che consentano di ottenere un rendimento superiore senza ricorrere a strumenti di investimento veri e propri.
Conti remunerati e depositi liberi: il quadro medio
Tra le opzioni più considerate dai risparmiatori figurano i conti correnti remunerati e i conti deposito non vincolati, che permettono di mantenere la disponibilità delle somme pur beneficiando di un interesse. Secondo un’analisi dell’Osservatorio Segugio.it, il tasso annuo lordo medio di questi prodotti si colloca attorno all’1,77%. Si tratta di una media influenzata in modo significativo dalle offerte promozionali, che innalzano temporaneamente la remunerazione.
Il rendimento reale al netto delle promozioni
Se si escludono le offerte a tempo, il quadro cambia sensibilmente. Il tasso strutturale dei conti remunerati e dei depositi liberi scende in media all’1,13% lordo annuo. In molti casi la remunerazione è collegata al tasso sui depositi della Banca Centrale Europea oppure è soggetta a revisioni periodiche decise dalla banca, con comunicazioni che avvengono generalmente con un preavviso di 30 giorni. Questo significa che, senza una gestione attiva delle offerte, mantenere nel tempo rendimenti superiori al 2% risulta difficile.
Costi e fiscalità incidono sul rendimento netto
Oltre al tasso nominale, il rendimento effettivo dipende da costi e imposte. Sugli interessi maturati si applica una ritenuta fiscale del 26%. Per i conti correnti è inoltre prevista l’imposta di bollo di 34,20 euro annui, dovuta solo se la giacenza media supera i 5.000 euro. Nei conti deposito, invece, il bollo è pari allo 0,2% annuo delle somme depositate. Eventuali canoni di gestione o commissioni possono ridurre ulteriormente il guadagno, rendendo meno vantaggiosi tassi apparentemente competitivi.
L’effetto delle promozioni a tempo
Limitando l’analisi alle sole offerte promozionali, lo scenario diventa più interessante. I conti remunerati e i depositi liberi in promozione raggiungono un tasso medio lordo del 2,3%, con punte che arrivano fino al 4%. Il principale limite di queste proposte è la durata: mediamente il tasso agevolato resta valido per circa 6 mesi, al termine dei quali subentra una remunerazione più bassa, spesso allineata alla media di mercato.
Le offerte più elevate sul mercato
Nel panorama attuale, alcune proposte hanno attirato particolare attenzione. Il Conto Interessi Vivid offre un tasso del 4% lordo per i primi 4 mesi, ma riservato ai conti Business e Freelancer. Per i conti personali, lo stesso istituto prevede una promozione al 3% annuo limitata ai primi 2 mesi. Esistono anche soluzioni che garantiscono un tasso fisso intorno al 2% lordo senza una scadenza promozionale definita, come quelle offerte da Trade Republic e Scalable Capital, che puntano su una remunerazione più stabile nel tempo.
L’alternativa dei conti deposito vincolati
Per chi è disposto ad accettare un vincolo temporale, esiste un’ulteriore opzione: il conto deposito vincolato con possibilità di svincolo anticipato. Questi prodotti consentono di ottenere rendimenti più elevati su orizzonti medio-lunghi, pur mantenendo la possibilità di rientrare in possesso delle somme, generalmente entro 30 giorni dalla richiesta, rinunciando in tutto o in parte agli interessi maturati.
Attualmente il mercato offre tassi fino al 3% lordo per vincoli di 12, 24 e 36 mesi, mentre per durate di 48 e 60 mesi i rendimenti si attestano intorno al 2,9%. Gli interessi possono essere corrisposti a scadenza oppure tramite cedole periodiche, a seconda delle condizioni contrattuali.
Liquidità e rendimento: un equilibrio da valutare
Il confronto tra conti remunerati, depositi liberi e depositi vincolati mostra come la scelta dipenda dall’orizzonte temporale e dalla necessità di accesso immediato alla liquidità. Per i risparmiatori con un orizzonte almeno triennale, i conti vincolati con svincolo rappresentano oggi un compromesso più favorevole tra rendimento e flessibilità rispetto ai conti remunerati puri, che restano fortemente legati alle dinamiche promozionali.
