Termoli volta pagina: stop alle batterie, torna il motore

Francesca Vitali

La svolta industriale di Stellantis

Il cambio di rotta impresso da ANTONIO FILOSA alla guida di STELLANTIS sta producendo effetti immediati sulle strategie produttive del gruppo. Dopo anni segnati da una forte spinta verso il “tutto elettrico”, il costruttore ha avviato una revisione complessiva delle priorità industriali. Una scelta che arriva in un momento delicato: nelle ultime settimane il gruppo ha lanciato un profit warning e ha perso circa il 25% della capitalizzazione di Borsa, con oneri complessivi legati alla precedente impostazione strategica stimati in 22,2 miliardi di euro.

Accantonata la Gigafactory di Termoli

Tra le conseguenze più rilevanti figura l’abbandono definitivo del progetto di Gigafactory a TERMOLI, promosso da ACC, la joint venture tra Stellantis, MERCEDES-BENZ e TOTALENERGIES. L’investimento previsto ammontava a circa 2 miliardi di euro, con la creazione stimata di 1.800 posti di lavoro entro il 2030.

Anche lo Stato aveva previsto un sostegno pubblico pari a 350 milioni di euro, successivamente riallocato verso altre iniziative a causa dei continui slittamenti del progetto.

Un piano che aveva già perso slancio

Il progetto molisano aveva iniziato a mostrare segnali di debolezza già nel maggio 2024, quando erano emerse difficoltà legate alla sostenibilità economica e alla domanda prevista per le batterie. Con Termoli esce di scena anche la prevista Gigafactory in GERMANIA: del piano europeo di ACC resta attiva soltanto la struttura francese di DOUVRIN, sebbene anche su questo sito permangano interrogativi sulla tenuta delle produzioni elettriche nel lungo periodo.

Le rassicurazioni sul futuro dello stabilimento

Stellantis ha chiarito che Termoli resterà un asset strategico. In attesa del nuovo piano industriale atteso per il 21 maggio, il gruppo ha ricordato l’avvio della linea di produzione del cambio e-DCT e gli investimenti sui motori GSE conformi alla normativa EURO 7, garantendone l’utilizzo a pieno regime anche oltre il 2030.

L’obiettivo dichiarato è preservare l’occupazione e mantenere una specializzazione coerente con le nuove esigenze di mercato.

L’ipotesi FireFly e il ritorno ai propulsori FCA

Tra gli scenari allo studio figura l’aggiornamento del motore FIREFLY agli standard Euro 7. Questo propulsore potrebbe affiancare o, in alcuni mercati, sostituire il PURETECH di origine francese, oggi montato su modelli come FIAT GRANDE PANDA e JEEP AVENGER.

Una scelta che segnerebbe una maggiore valorizzazione delle tecnologie sviluppate in ambito ex FCA, in linea con l’approccio più pragmatico del nuovo vertice.

Sindacati tra prudenza e attesa

Le organizzazioni sindacali guardano con preoccupazione allo stop della Gigafactory, soprattutto per le opportunità occupazionali mancate. Tuttavia, accolgono con interesse le prospettive di nuovi investimenti su motori e trasmissioni, chiedendo certezze sui volumi produttivi e sui livelli occupazionali nel medio periodo.

Il doppio binario della strategia Stellantis

Mentre Termoli viene orientata verso produzioni legate ai motori e ai cambi, Stellantis continua a investire nell’elettrico in altri contesti. A SARAGOZZA, in SPAGNA, è in corso un progetto con il colosso cinese CATL per la realizzazione di una Gigafactory sostenuta da un investimento superiore a 4 miliardi di euro.

Questa struttura punta a diventare un polo centrale per la produzione di batterie destinate a veicoli elettrici di fascia accessibile.

Una transizione più graduale

Il nuovo corso di Filosa sembra basarsi su un principio chiave: diversificare le tecnologie invece di puntare su un’unica soluzione. Motori termici evoluti, ibrido ed elettrico convivranno all’interno del portafoglio Stellantis, con una maggiore attenzione alla sostenibilità economica e alla domanda reale del mercato.

Termoli come simbolo del cambio di paradigma

Il caso dello stabilimento molisano rappresenta uno dei segnali più evidenti di questa revisione strategica. Non più polo delle batterie, ma hub per componenti meccanici avanzati, in grado di accompagnare la transizione senza rinunciare al know-how motoristico costruito in decenni di attività.