MPS verso maxi cedole dopo l’operazione Mediobanca

Sofia Esposito

La nuova fase di Monte dei Paschi di Siena si apre all’insegna di utili in forte crescita, prospettive di integrazione industriale e una generosa politica di remunerazione per gli azionisti. Con l’avanzamento dell’operazione su Mediobanca, il gruppo bancario senese si prepara a presentare un piano industriale aggiornato che dovrà chiarire assetto societario, sinergie attese e strategie di lungo periodo.

Il piano industriale atteso a fine febbraio

La data chiave indicata dal CEO Luigi Lovaglio è il 27 febbraio, giorno in cui verranno illustrati al mercato i dettagli del nuovo piano. L’obiettivo dichiarato è costruire una struttura in grado di massimizzare le sinergie tra MPS e Mediobanca, creando valore per azionisti, clienti e dipendenti. Il management ha chiarito che non tutte le decisioni sono state ancora formalizzate e che sono in corso confronti sia all’interno del consiglio di amministrazione sia tra i principali soci. Tra i temi sul tavolo figura anche il futuro di Piazzetta Cuccia, con l’ipotesi di un possibile delisting che resta legata al grado di integrazione raggiungibile tra le due realtà.

Indagine su un dirigente e impatto sull’operazione

Parallelamente all’evoluzione industriale, è emersa un’indagine che coinvolge Stefano Di Stefano, dirigente del Ministero dell’Economia e consigliere di MPS, accusato di presunto utilizzo di informazioni privilegiate. L’inchiesta nasce da una segnalazione della Banca d’Italia alla Guardia di Finanza. Secondo le ricostruzioni, tra il 2 e il 21 gennaio 2025 il dirigente avrebbe acquistato 33.000 euro di azioni MPS e 120.000 euro di azioni Mediobanca, rivendendole il 28 gennaio con un profitto complessivo di circa 10.000 euro. L’indagine è considerata separata rispetto al dossier principale sull’operazione di integrazione.

Risultati in forte miglioramento

I conti confermano un deciso rafforzamento della redditività. L’utile di competenza MPS ha raggiunto 2,75 miliardi di euro, in crescita del 17,7% su base annua. Nel solo trimestre finale l’utile è stato pari a 1,38 miliardi, superiore alle attese degli analisti. Includendo anche il contributo del quarto trimestre di Mediobanca, l’utile complessivo del nuovo perimetro sale a 3,03 miliardi di euro. I ricavi di gruppo si attestano a 4,95 miliardi, in aumento dell’1% anche escludendo l’apporto della merchant bank milanese.

Commissioni in crescita e margine d’interesse in calo

Lo scenario dei tassi in graduale riduzione ha inciso negativamente sul margine d’interesse, ma la flessione è stata compensata da una buona dinamica delle commissioni, sostenute soprattutto dalle attività di risparmio gestito, advisory e servizi di investimento. Questa combinazione ha consentito al gruppo di mantenere una struttura di ricavi equilibrata e di rafforzare la qualità degli utili, con una maggiore diversificazione delle fonti di reddito.

Qualità dell’attivo in miglioramento

Prosegue anche il percorso di pulizia del bilancio. I crediti deteriorati sono scesi a 2,9 miliardi di euro, con una riduzione di circa 700 milioni rispetto all’anno precedente. Il dato rafforza il profilo di rischio del gruppo e contribuisce a migliorare la percezione di solidità presso investitori e agenzie di rating.

Maxi dividendo e rendimento elevato

I risultati conseguiti permettono di distribuire agli azionisti un ammontare complessivo di 2,6 miliardi di euro. Il dividendo unitario è pari a circa 0,86 euro per azione, corrispondente a un dividend yield intorno al 10%. La politica di remunerazione rappresenta uno dei principali punti di forza del nuovo corso, posizionando MPS tra i titoli bancari più generosi del mercato italiano.

Andamento dei titoli in Borsa

Nella seduta successiva alla pubblicazione dei conti, il titolo MPS ha registrato una flessione del 3,4%, chiudendo a 8,78 euro. Mediobanca ha mostrato un andamento più volatile, con iniziali rialzi seguiti da un lieve ripiegamento. Secondo gli operatori, i movimenti riflettono soprattutto riposizionamenti in vista del nuovo piano industriale e delle possibili evoluzioni dell’operazione societaria.

Attese degli investitori istituzionali

Con il consolidarsi dell’ipotesi di una possibile uscita di Mediobanca dal listino, alcuni investitori istituzionali guardano a MPS come al titolo su cui potrebbe concentrarsi l’onere finanziario dell’operazione. Al tempo stesso, su Mediobanca cresce l’attenzione verso un eventuale rapporto di concambio che potrebbe differire da quello inizialmente ipotizzato nell’offerta pubblica di scambio.