Risultati record e forte crescita della redditività
Il gruppo Unipol ha chiuso il 2025 con un bilancio particolarmente solido, registrando un utile netto consolidato superiore a 1,5 miliardi di euro, in aumento del 36,8% rispetto all’anno precedente. La componente assicurativa ha contribuito in modo determinante, con un risultato netto pari a 1,2 miliardi di euro, in crescita del 40,5% su base annua.
Numeri che testimoniano una fase di espansione significativa, premiata anche dal mercato, con il titolo che ha messo a segno un deciso rialzo in Borsa.
Raccolta in aumento tra Danni e Vita
La raccolta complessiva del gruppo ha superato i 17 miliardi di euro. Nel dettaglio, il comparto Danni ha raggiunto 9,6 miliardi, con un incremento del 4,5%, mentre il ramo Vita ha evidenziato una crescita più marcata, pari al 20,6%, arrivando a 7,8 miliardi di euro.
L’andamento conferma la capacità del gruppo di intercettare la domanda in entrambi i segmenti e di mantenere un buon equilibrio tra redditività e volumi.
Cedola da 1,12 euro per azione
Alla luce dei risultati conseguiti, Unipol ha annunciato la distribuzione di dividendi per circa 804 milioni di euro, nell’ambito di un obiettivo cumulato di 2,2 miliardi nel triennio 2025-2027.
La cedola proposta è interamente in contanti e pari a 1,12 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,85 euro distribuiti l’anno precedente, con una crescita del 31,8%. Il rendimento stimato si colloca intorno al 5,7%. Il management ha indicato che, qualora le condizioni lo consentano, il dividendo potrà essere ulteriormente incrementato nel corso del piano.
Nessuna corsa alle acquisizioni nel settore assicurativo
Secondo il presidente Carlo Cimbri, al momento il mercato italiano non offre opportunità particolarmente attrattive di fusione o acquisizione nel comparto assicurativo. La strategia resta quindi concentrata sul rafforzamento organico e sull’ottimizzazione delle attività esistenti, piuttosto che su operazioni straordinarie.
Bper al centro dell’attenzione strategica
Unipol detiene oltre il 20% di Bper Banca e guarda con attenzione all’evoluzione dell’istituto, impegnato nell’integrazione con Banca Popolare di Sondrio, avviata nel 2024. L’obiettivo è completare il processo in modo ordinato, consolidando le sinergie industriali.
Il risultato ante imposte delle partecipazioni bancarie collegate è salito a 691 milioni di euro, rispetto ai 393 milioni dell’anno precedente, grazie al consolidamento pro quota di Bper e al contributo della Popolare di Sondrio.
Focus anche su Monte dei Paschi e Mediobanca
Per quanto riguarda Monte dei Paschi di Siena, il gruppo segue con attenzione l’evoluzione del progetto industriale guidato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Le eventuali ricadute su Mediobanca e Generali dipenderanno dalle scelte strategiche che verranno definite nei prossimi mesi.
Dopo il rinnovo dei consigli di amministrazione, Unipol punta a dialogare con tutti gli azionisti coinvolti per valutare gli sviluppi futuri.
Tema regolamentare e parità competitiva
Resta alta l’attenzione sul cosiddetto Danish Compromise, meccanismo regolamentare che incide sui requisiti patrimoniali per i gruppi con partecipazioni incrociate tra banche e assicurazioni. Secondo il vertice di Unipol, l’attuale assetto crea un’asimmetria che penalizza il settore assicurativo rispetto a quello bancario, rendendo auspicabile un riequilibrio delle regole per garantire condizioni di concorrenza omogenee.
Il dossier Ieo
Sul fronte dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo), di cui Carlo Cimbri è presidente, il gruppo si dichiara disponibile a sostenere qualsiasi iniziativa che ne tuteli identità e sviluppo. Con il 25% ora riconducibile a Mediobanca nell’orbita Mps e la presenza di Delfin, il tema resta aperto e sarà valutato nel contesto dei futuri piani industriali.
