Pensioni di marzo: aumenti e arretrati in arrivo

Francesca Vitali

Tre fattori alla base degli incrementi

Il mese di marzo porta con sé variazioni positive per una parte consistente dei pensionati italiani. Gli importi degli assegni potranno risultare più elevati rispetto ai mesi precedenti per effetto di tre meccanismi principali: la revisione delle aliquote Irpef, l’adeguamento delle maggiorazioni sociali destinate a determinate categorie e la corresponsione degli arretrati relativi ai mesi di gennaio e febbraio.
Si tratta di interventi che agiscono in modo differenziato a seconda del reddito, della tipologia di trattamento e della situazione personale del pensionato.

Riduzione Irpef e benefici per una parte dei pensionati

Il primo elemento che incide sull’importo netto è la modifica del secondo scaglione Irpef, che passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui.
Secondo le valutazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, circa il 27% dei pensionati ottiene un vantaggio medio pari a una riduzione di 0,2 punti percentuali, con un risparmio annuo stimato in 55 euro.

L’impatto concreto varia sensibilmente in base al livello di reddito. Chi si colloca poco sopra i 28.000 euro vedrà un incremento limitato, pari a pochi euro al mese. Ad esempio, con un reddito annuo di 30.000 euro, l’aumento mensile è stimabile in circa 3-4 euro, che diventano 10-12 euro complessivi includendo gli arretrati dei primi due mesi dell’anno.
Per i pensionati che si avvicinano alla soglia superiore dei 50.000 euro, l’effetto è più marcato: l’aumento mensile può arrivare a 35-37 euro, con un totale che, sommando gli arretrati, può superare i 100 euro.

Maggiorazioni sociali per over 70 e invalidi civili

Il secondo fattore riguarda le maggiorazioni sociali, riconosciute ai pensionati con più di 70 anni e agli invalidi civili totali che dispongono di redditi bassi.
L’ultima manovra ha previsto un incremento strutturale di 12 euro mensili, che si aggiunge all’aumento di 8 euro già introdotto in precedenza, portando il beneficio complessivo a circa 20 euro al mese.

Per chi rientra nei requisiti, a marzo verranno accreditati anche gli arretrati relativi a gennaio e febbraio. Questo significa che l’assegno potrà risultare più alto fino a 60 euro complessivi rispetto ai mesi passati.
L’intervento mira a rafforzare il potere d’acquisto delle fasce più fragili, in un contesto di prezzi ancora elevati per beni e servizi essenziali.

Arretrati e conguagli fiscali

Il terzo elemento che contribuisce a modificare l’importo del cedolino è rappresentato dagli arretrati, che riguardano sia gli effetti del taglio Irpef sia quelli delle maggiorazioni sociali.
Non tutti, tuttavia, vedranno un aumento: per alcuni pensionati potrebbero emergere conguagli a debito relativi all’Irpef 2025, con conseguente riduzione temporanea dell’assegno.

Da marzo, inoltre, torna la trattenuta per l’addizionale comunale, che viene suddivisa in 9 rate mensili fino a novembre. Questo elemento può attenuare o annullare, in alcuni casi, l’effetto positivo degli aumenti.

Consultazione del cedolino e verifica delle voci

Per comprendere nel dettaglio la composizione dell’importo di marzo, i pensionati possono consultare il cedolino mensile attraverso l’area personale del portale INPS, utilizzando credenziali digitali come SPID, CIE o CNS.
Nel prospetto sono indicate tutte le voci: importo lordo, trattenute fiscali, maggiorazioni, arretrati e eventuali conguagli.

Calendario dei pagamenti

Il pagamento delle pensioni di marzo decorre dal primo giorno bancabile, fissato a lunedì 2 marzo.
Per chi ritira in contanti presso gli uffici postali, è previsto il consueto calendario scaglionato in base all’iniziale del cognome:

  • A – C: lunedì 2 marzo
  • D – K: martedì 3 marzo
  • L – P: mercoledì 4 marzo
  • Q – Z: giovedì 5 marzo