Buoni sconto protagonisti della spesa degli italiani

Giulia Conti

Un mercato in forte espansione

Il ricorso ai coupon sconto è diventato una pratica sempre più diffusa tra le famiglie italiane, spinte dall’esigenza di contenere l’impatto del caro-prezzi, in particolare nel comparto alimentare. Nel 2025 il mercato del couponing ha registrato numeri in crescita: 326 milioni di buoni distribuiti, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente, e un valore economico complessivo pari a 505 milioni di euro, in aumento del 9%.
Il settore mostra una dinamica strutturalmente positiva: negli ultimi cinque anni il giro d’affari è aumentato di oltre 60%, superando stabilmente la soglia dei 500 milioni di euro.

Aumenta il valore medio e cresce il digitale

Non solo il numero dei buoni, ma anche il loro valore unitario è in aumento. Nel 2025 il valore medio di ciascun coupon ha raggiunto 1,55 euro, con una crescita del 2% su base annua.
Parallelamente prosegue la diffusione dei coupon in formato digitale, che rappresentano ormai il 19% del totale dei buoni distribuiti. La progressiva digitalizzazione rende l’utilizzo più semplice e immediato, grazie all’integrazione con app, programmi fedeltà e canali online.

Il coupon come leva strategica per le aziende

Il couponing non è più soltanto uno strumento di risparmio per i consumatori, ma una vera leva di marketing per le imprese. Il 71% delle aziende partner considera i buoni sconto utili per incentivare la prova d’acquisto, rafforzare la relazione con il cliente e raccogliere dati sui comportamenti di consumo.
Attraverso l’analisi delle redemption e dei canali di utilizzo, le imprese possono ottimizzare le promozioni e misurare in modo puntuale l’efficacia delle campagne.

I settori più interessati dai buoni

Il comparto alimentare resta il principale destinatario dei coupon, con una quota pari al 51,5% del totale, anche se registra una lieve flessione rispetto all’anno precedente.
Segue la cura e igiene personale, che si mantiene stabile al 26,6%, mentre il settore della detergenza scende al 12,1%.
In controtendenza il pet food, che continua a guadagnare spazio e raggiunge il 9,8%, segnando l’incremento più consistente tra le categorie.

Le categorie di prodotto più dinamiche

All’interno dell’alimentare, le bevande rappresentano l’area più vivace, arrivando al 29,2% dei coupon food con una crescita significativa.
I prodotti confezionati, pur restando centrali, scendono al 22,6%, mentre il latte e derivati si attestano al 16,8%.
In forte aumento i dolciumi, che raggiungono il 16,6%, seguiti dai condimenti al 5,9%.
In calo, invece, i buoni legati ai prodotti da forno (5,4%) e ai surgelati (3,5%).

Efficacia dei canali di distribuzione

La capacità dei coupon di trasformarsi in acquisti reali varia in base al canale di diffusione. I buoni applicati direttamente sulle confezioni dei prodotti mostrano una redemption media del 79%, risultando i più efficaci in assoluto.
I coupon digitali distribuiti tramite siti web, email, newsletter, social network e carte fedeltà raggiungono una redemption media del 24%, in crescita.
In flessione i buoni distribuiti dai promoter nei punti vendita, che si attestano intorno al 15%.

Un fenomeno destinato a consolidarsi

La combinazione tra pressione sui prezzi, maggiore consapevolezza dei consumatori e sviluppo delle piattaforme digitali sta rendendo il couponing una componente strutturale delle strategie di risparmio e di marketing.
I numeri del 2025 confermano come i buoni sconto siano ormai parte integrante delle abitudini di spesa degli italiani e un canale sempre più rilevante per le aziende del largo consumo.