TikTok sotto indagine dell’Unione Europea

Matteo Romano

Bruxelles contesta il design della piattaforma

La piattaforma TikTok, di proprietà della società tecnologica ByteDance, torna al centro dell’attenzione delle autorità europee. La Commissione Europea ha diffuso i risultati preliminari di un’indagine avviata nel 2024, nella quale vengono sollevate diverse criticità relative al funzionamento del social network.

Secondo l’analisi condotta dagli esperti di Bruxelles, l’applicazione potrebbe non rispettare pienamente alcune disposizioni previste dal Digital Services Act (DSA), il regolamento che disciplina il comportamento delle grandi piattaforme digitali operanti nel mercato europeo.

Il procedimento non rappresenta ancora una decisione definitiva, ma costituisce un passaggio rilevante nel percorso di verifica della conformità della piattaforma alle normative comunitarie. Se le contestazioni venissero confermate, ByteDance potrebbe essere soggetta a una sanzione fino al 6% del fatturato globale.

Le caratteristiche tecniche sotto osservazione

L’indagine si concentra principalmente sugli elementi strutturali dell’applicazione che regolano la fruizione dei contenuti da parte degli utenti. Tra le funzionalità esaminate figurano il sistema di scorrimento infinito dei video, la riproduzione automatica, le notifiche push e gli algoritmi che personalizzano i contenuti mostrati nella piattaforma.

Queste caratteristiche sono considerate fondamentali per il funzionamento del social network, ma secondo l’analisi delle istituzioni europee potrebbero contribuire a favorire un utilizzo particolarmente intenso dell’applicazione.

Il Digital Services Act richiede infatti alle piattaforme digitali di valutare e ridurre i cosiddetti rischi sistemici, cioè gli effetti negativi che un servizio online può generare su larga scala per la società.

L’attenzione verso gli utenti più giovani

Uno dei punti centrali dell’indagine riguarda l’impatto della piattaforma sugli utenti minorenni. Le autorità europee hanno esaminato il modo in cui i sistemi di raccomandazione dei contenuti possono influenzare il comportamento di chi utilizza il social network.

Particolare attenzione è stata rivolta al cosiddetto effetto “tana del coniglio”, un fenomeno che si verifica quando un algoritmo propone contenuti sempre più simili tra loro, portando l’utente a restare a lungo sulla piattaforma.

Secondo gli esperti europei, questo meccanismo potrebbe favorire l’esposizione dei minori a contenuti potenzialmente problematici o a percorsi informativi molto polarizzati.

Nel corso dell’indagine è stato inoltre analizzato il sistema di verifica dell’età degli utenti, ritenuto da alcuni osservatori non sempre sufficiente a impedire l’accesso alla piattaforma da parte di utenti più giovani.

I sistemi di protezione introdotti da TikTok

Negli ultimi anni TikTok ha introdotto diversi strumenti con l’obiettivo di limitare un uso eccessivo dell’applicazione. Tra questi figura la funzione Screen Time, che consente di impostare un limite giornaliero di utilizzo della piattaforma.

L’indagine europea ha valutato anche questa misura, evidenziando come il sistema possa essere facilmente disattivato dagli utenti, riducendone l’efficacia nel limitare il tempo trascorso sull’app.

Un altro strumento analizzato è il sistema di controllo parentale, pensato per consentire ai genitori di monitorare l’attività dei figli sulla piattaforma. Tuttavia, secondo la valutazione preliminare delle autorità europee, l’utilizzo di questa funzione richiede una configurazione che può risultare complessa per alcune famiglie.

Le possibili conseguenze per ByteDance

Il procedimento avviato dalla Commissione Europea prevede ora una fase di confronto con l’azienda proprietaria della piattaforma. ByteDance potrà presentare osservazioni e difendere il proprio modello di funzionamento prima della decisione finale.

Nel caso in cui le violazioni del Digital Services Act venissero confermate, la normativa europea prevede sanzioni economiche che possono arrivare fino al 6% del fatturato globale dell’azienda.

Parallelamente, altri filoni dell’indagine riguardanti la trasparenza della pubblicità e l’accesso ai dati da parte dei ricercatori sembrano orientati verso una possibile archiviazione senza sanzioni.

La risposta della società proprietaria

La reazione di TikTok alle accuse è stata immediata. L’azienda ha respinto le valutazioni preliminari delle autorità europee, sostenendo che l’interpretazione fornita dall’indagine non rifletterebbe in modo accurato il funzionamento della piattaforma.

Il gruppo tecnologico ha inoltre annunciato l’intenzione di difendere le proprie posizioni durante le fasi successive del procedimento, utilizzando gli strumenti legali previsti dalla normativa europea.

La vicenda evidenzia ancora una volta il crescente confronto tra le istituzioni europee e le grandi piattaforme digitali sulla gestione dei contenuti, della sicurezza online e del benessere degli utenti.