Fusione Mps-Mediobanca: concambio fissato a 2,45

Giulia Conti

Via libera dei consigli all’operazione

Il processo di integrazione tra Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca entra in una fase decisiva. I consigli di amministrazione dei due istituti hanno approvato formalmente il progetto di fusione che prevede l’incorporazione della banca milanese nella struttura del gruppo senese.

L’accordo stabilisce un rapporto di concambio pari a 2,45 azioni Mps per ogni azione Mediobanca. Si tratta del primo passaggio ufficiale verso la realizzazione dell’operazione, che rappresenta uno dei progetti di consolidamento più rilevanti nel settore bancario italiano degli ultimi anni.

Secondo il calendario indicato dalle due società, il completamento dell’integrazione dovrebbe avvenire entro la fine del 2026, dopo il superamento delle fasi societarie e regolamentari previste.

Il ruolo degli advisor e la definizione del concambio

La definizione del rapporto di cambio è stata il risultato di un lavoro tecnico condotto dagli advisor finanziari incaricati dalle due banche. Per Monte dei Paschi di Siena hanno operato JP Morgan, UBS e Jefferies, mentre Mediobanca si è avvalsa della consulenza di Rothschild e Morgan Stanley.

Gli esperti hanno analizzato la struttura patrimoniale, le prospettive industriali e la valorizzazione di mercato delle due banche per individuare un rapporto considerato equilibrato tra le parti.

Il valore finale di 2,45 azioni Mps per ciascun titolo Mediobanca si discosta dalle previsioni circolate nei mesi precedenti, che indicavano un possibile rapporto intorno a 2,2 azioni. La decisione rappresenta quindi un punto di equilibrio diverso rispetto alle aspettative iniziali del mercato finanziario.

Le prossime tappe verso l’integrazione

Dopo l’approvazione dei consigli di amministrazione, il progetto di fusione dovrà essere esaminato dalle assemblee straordinarie degli azionisti delle due banche. Per ottenere il via libera definitivo sarà necessario il voto favorevole di almeno due terzi del capitale presente in assemblea.

Solo dopo questa approvazione potranno essere avviate le fasi operative dell’integrazione. Il percorso comprende inoltre l’esame da parte delle autorità di vigilanza e la definizione delle modalità tecniche di incorporazione.

Il calendario indicato dalle due banche prevede che l’operazione produca effetti concreti entro la fine del 2026, completando così il processo di trasformazione del gruppo bancario.

La nuova struttura del gruppo bancario

Il progetto industriale prevede una riorganizzazione delle attività dei due istituti. Una volta completata la fusione, Mediobanca verrebbe ricostituita come società interamente controllata all’interno del gruppo guidato da Monte dei Paschi di Siena.

All’interno di questa struttura verrebbero concentrate le attività di corporate e investment banking, il private banking di fascia alta e la partecipazione del 13,2% detenuta in Generali.

Parallelamente, il gruppo Mps integrerebbe alcune attività operative oggi gestite dalla banca milanese. Tra queste figurano il business del credito al consumo sviluppato attraverso Compass e la rete di consulenti finanziari collegata a Mediobanca Premier.

Secondo il piano industriale presentato agli investitori, l’operazione dovrebbe generare sinergie economiche per circa 700 milioni di euro.

Obiettivi finanziari e ritorni per gli azionisti

La fusione rientra in una strategia più ampia di crescita del gruppo bancario. Il progetto industriale prevede infatti un rafforzamento della redditività e della capacità di distribuzione di valore agli azionisti.

Le stime diffuse dal gruppo indicano un potenziale ritorno complessivo per i soci pari a 16 miliardi di euro nell’arco di cinque anni, grazie alla combinazione delle attività delle due banche e alle sinergie operative previste.

L’integrazione punta inoltre a rafforzare la presenza del nuovo gruppo nei segmenti del credito, della consulenza finanziaria e dell’investment banking.

Governance e attenzione delle autorità europee

Parallelamente alla definizione dell’operazione industriale resta aperta la questione della governance futura del gruppo. La fase di integrazione sarà accompagnata da nuove nomine ai vertici delle società coinvolte.

Per Mediobanca, il ruolo di amministratore delegato sarà ricoperto da Melzi d’Eril, mentre per Monte dei Paschi di Siena il consiglio di amministrazione ha indicato una lista di possibili candidati alla guida del gruppo.

Tra i nomi proposti figurano Corrado Passera, Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi, sui quali l’assemblea degli azionisti dovrà esprimersi nel corso della riunione prevista per il 15 aprile.

In questa fase un ruolo importante sarà svolto anche dalla Banca Centrale Europea, che ha richiesto che i futuri membri del consiglio di amministrazione garantiscano indipendenza di giudizio e una significativa esperienza nel settore bancario.

Reazione dei mercati finanziari

Le notizie relative al progetto di fusione hanno influenzato anche l’andamento dei titoli delle due banche a Piazza Affari. Dopo una fase di volatilità legata alla presentazione del piano industriale e alle discussioni sulla governance, le azioni hanno registrato un recupero.

Il titolo Mediobanca ha chiuso una seduta recente con un aumento del 5,04%, raggiungendo 16,16 euro. Nello stesso periodo le azioni Monte dei Paschi di Siena hanno registrato una crescita del 4,95%, salendo a 7,39 euro.

L’attenzione degli investitori resta concentrata sulle prossime tappe del progetto e sulla definizione completa della strategia di integrazione.