Autovelox e ricorsi: cambiano le regole nel 2026

Lorenzo Bianchi

Nuova normativa per le multe da autovelox

Negli ultimi anni la disciplina relativa agli autovelox è stata al centro di numerosi contenziosi giudiziari. Molti automobilisti hanno contestato le sanzioni ricevute per eccesso di velocità, sollevando dubbi sulla validità dei dispositivi utilizzati per rilevare le infrazioni.

La questione nasce dalla distinzione tra strumenti approvati e dispositivi omologati, due categorie che hanno generato interpretazioni diverse sul piano legale. Questa situazione ha portato a una vera e propria ondata di ricorsi, con numerosi provvedimenti annullati da giudici di pace e prefetti.

Per risolvere definitivamente il problema, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un processo di riforma volto a chiarire i criteri di validità degli apparecchi utilizzati per il controllo della velocità.

Il nodo dell’omologazione dei dispositivi

Uno dei punti più controversi riguarda il certificato di omologazione, documento che attesta la conformità tecnica di un autovelox ai requisiti stabiliti dalla normativa.

Molti dispositivi installati sulle strade italiane risultano infatti privi di questa certificazione. Secondo le stime emerse negli ultimi mesi, circa due autovelox su tre presenti sul territorio nazionale non possiedono un’omologazione formale.

Questa lacuna normativa ha favorito numerosi ricorsi da parte degli automobilisti, poiché la mancanza del certificato può rendere contestabile la validità della sanzione.

Il risultato è stato un aumento significativo delle controversie legali legate alle multe per eccesso di velocità.

Il censimento nazionale dei rilevatori di velocità

Per affrontare il problema, il governo ha avviato un progetto di censimento nazionale degli autovelox attraverso una piattaforma digitale dedicata.

Secondo i dati disponibili, in Italia sono presenti circa 11.000 dispositivi di rilevazione della velocità distribuiti tra strade urbane, extraurbane e autostrade.

Tuttavia soltanto 3.900 apparecchi risultano attualmente registrati nel database nazionale.

Tra questi, appena il 29% soddisfa i requisiti tecnici previsti dalla nuova normativa in fase di definizione.

Il censimento rappresenta uno strumento fondamentale per garantire maggiore trasparenza e uniformità nell’utilizzo degli autovelox sul territorio nazionale.

Il nuovo decreto sui requisiti tecnici

Per stabilire criteri chiari e uniformi, il ministero ha predisposto un decreto che definisce le caratteristiche tecniche necessarie affinché un autovelox possa essere considerato affidabile e pienamente conforme alla legge.

Il provvedimento è stato trasmesso il 30 gennaio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’avvio della procedura europea TRIS, il meccanismo che impone agli Stati membri di notificare alla Commissione europea le nuove regolamentazioni tecniche prima della loro adozione.

All’interno del decreto vengono indicati i requisiti che i dispositivi devono possedere per certificare in modo certo la violazione dei limiti di velocità.

Questo passaggio rappresenta uno degli elementi chiave per ridurre le ambiguità normative che hanno caratterizzato il sistema negli ultimi anni.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

La procedura europea di verifica prevede un periodo di analisi di circa tre mesi da parte delle istituzioni comunitarie e degli altri Stati membri.

Se durante questo periodo non verranno sollevate obiezioni, il decreto potrà essere approvato definitivamente e diventare operativo.

Secondo il calendario attuale, le nuove regole potrebbero entrare in vigore a partire dal 4 maggio.

L’entrata in vigore della normativa introdurrà criteri più chiari per stabilire la validità delle sanzioni legate agli autovelox.

I dispositivi considerati automaticamente validi

Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda gli autovelox installati negli ultimi anni.

Gli apparecchi approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente conformi ai requisiti di omologazione previsti dal nuovo sistema normativo.

Questo significa che le rilevazioni effettuate da tali dispositivi saranno riconosciute come valide senza ulteriori verifiche tecniche.

La norma punta a semplificare il quadro regolatorio e a ridurre il numero di contestazioni relative alle sanzioni.

Il ruolo del database nazionale

Con l’introduzione della nuova disciplina, il database nazionale degli autovelox diventerà uno strumento centrale per verificare la legittimità delle multe.

Gli automobilisti potranno consultare il portale per controllare se il dispositivo che ha registrato l’infrazione risulta effettivamente censito e autorizzato.

Se l’apparecchio è presente nel sistema e rispetta i requisiti tecnici stabiliti dal decreto, la sanzione sarà considerata valida.

In queste condizioni la possibilità di presentare ricorso diventerà molto più limitata rispetto alla situazione attuale.

Una stretta sui ricorsi alle multe

La riforma rappresenta quindi un tentativo di mettere ordine in una materia che negli ultimi anni ha generato incertezza giuridica e numerosi contenziosi.

La definizione di criteri tecnici chiari, insieme al censimento nazionale dei dispositivi, dovrebbe ridurre significativamente il numero di ricorsi contro le multe per eccesso di velocità.

L’obiettivo delle istituzioni è creare un sistema più trasparente e uniforme, capace di garantire sia l’efficacia dei controlli sia la tutela dei diritti degli automobilisti.