Pensioni: nuovi requisiti dal 2027 al 2028

Giulia Conti

Adeguamento alla speranza di vita

Il sistema pensionistico italiano si prepara a una nuova fase di aggiornamento dei requisiti, con modifiche che entreranno in vigore nel biennio 2027-2028. La revisione deriva dall’adeguamento automatico alla speranza di vita, un meccanismo che collega l’età pensionabile all’andamento demografico.

Le indicazioni sono state definite nella circolare dell’INPS del 16 marzo, redatta in collaborazione con il Ministero dell’Economia e il Ministero del Lavoro. Il quadro delineato prevede un incremento graduale dei requisiti anagrafici e contributivi, con effetti differenziati a seconda delle categorie di lavoratori.

L’obiettivo è mantenere l’equilibrio del sistema previdenziale in un contesto caratterizzato dall’allungamento della vita media.

Aumento dell’età per la pensione di vecchiaia

La prima modifica riguarda la pensione di vecchiaia, che rappresenta il principale canale di accesso al sistema previdenziale.

Attualmente fissata a 67 anni, l’età minima subirà un aumento progressivo. Nel 2027 si passerà a 67 anni e 1 mese, mentre nel 2028 il requisito salirà a 67 anni e 3 mesi.

Il requisito contributivo rimarrà invariato a 20 anni di versamenti. Tuttavia, per i lavoratori inseriti interamente nel sistema contributivo continuerà a essere richiesto anche il raggiungimento di un importo minimo dell’assegno, collegato al valore dell’assegno sociale.

Questa revisione rappresenta il primo passo di un percorso di adeguamento destinato a proseguire negli anni successivi.

Cambiamenti per la pensione contributiva

Le modifiche riguardano anche la cosiddetta pensione di vecchiaia contributiva, destinata a chi non raggiunge il requisito dei 20 anni di contributi.

In questo caso è possibile accedere al trattamento con almeno 5 anni di versamenti, ma a un’età più elevata.

Il limite attuale di 71 anni sarà incrementato a 71 anni e 1 mese nel 2027 e a 71 anni e 3 mesi nel 2028.

L’aumento segue la stessa logica applicata alla pensione ordinaria, confermando l’orientamento del sistema verso un progressivo innalzamento dell’età di uscita dal lavoro.

Nuovi requisiti per la pensione anticipata

Le novità interessano anche la pensione anticipata, che consente di accedere al trattamento senza un requisito anagrafico minimo, ma sulla base degli anni di contribuzione maturati.

Dal 2027, per gli uomini saranno richiesti 42 anni e 11 mesi di contributi, mentre per le donne serviranno 41 anni e 11 mesi.

Nel 2028 le soglie aumenteranno ulteriormente, arrivando a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.

Per i lavoratori che rientrano nel sistema contributivo si applicano invece requisiti combinati di età e contributi. Nel 2027 saranno necessari 64 anni e 1 mese e almeno 20 anni e 1 mese di versamenti, mentre nel 2028 si passerà a 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi.

Resta inoltre il vincolo legato all’importo minimo della pensione, fissato in misura pari ad almeno tre volte l’assegno sociale, con soglie ridotte per le lavoratrici con figli.

Lavoratori precoci e requisiti aggiornati

Le modifiche coinvolgono anche i cosiddetti lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di età e che si trovano in condizioni particolari.

Tra queste rientrano situazioni di disoccupazione, assistenza a familiari con disabilità o riduzione della capacità lavorativa pari ad almeno 74%.

Per questa categoria il requisito contributivo sarà portato a 41 anni e 1 mese nel 2027 e a 41 anni e 3 mesi nel 2028.

L’intervento mira a mantenere un equilibrio tra le esigenze di tutela delle categorie più fragili e la sostenibilità complessiva del sistema.

Esclusioni per lavori gravosi e usuranti

Non tutte le categorie saranno interessate dalle nuove regole. I lavoratori impegnati in attività considerate gravose o usuranti continueranno a beneficiare di regimi specifici.

Per questi soggetti non sono previsti incrementi dei requisiti nel biennio considerato, mantenendo condizioni più favorevoli rispetto al resto della popolazione lavorativa.

Questa distinzione riflette la volontà di tenere conto delle diverse condizioni di lavoro e dell’impatto che determinate attività possono avere sulla salute e sulla capacità lavorativa nel lungo periodo.

Un sistema in evoluzione progressiva

L’adeguamento previsto per il biennio 2027-2028 rappresenta una fase di un processo più ampio di revisione del sistema pensionistico italiano.

L’aumento graduale dei requisiti anagrafici e contributivi è destinato a incidere sulle scelte di lavoratori e imprese, influenzando la pianificazione delle carriere e delle uscite dal mercato del lavoro.

Le modifiche introdotte confermano l’orientamento del sistema verso una maggiore sostenibilità finanziaria, in un contesto caratterizzato da cambiamenti demografici e da una crescente longevità della popolazione.