Mps cambia guida dopo la revoca a Lovaglio

Sofia Esposito

Decisione del cda e stop ai poteri esecutivi

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha deliberato la revoca delle deleghe operative all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, sospendendolo contemporaneamente anche dal ruolo di direttore generale. La decisione è arrivata al termine di una lunga valutazione tecnico-legale, sviluppata in più fasi e culminata in una riunione durata un’intera giornata.

Il board ha scelto di accentrare temporaneamente le funzioni esecutive, assumendo direttamente le responsabilità strategiche e operative della banca. La gestione quotidiana è stata invece affidata al vice direttore generale vicario, Maurizio Bai, incaricato di garantire la continuità delle attività fino all’assemblea prevista per il 15 aprile.

Questa scelta rappresenta un passaggio rilevante nella governance dell’istituto, che si trova a gestire una fase delicata sia sul piano interno sia in relazione agli equilibri tra gli azionisti.

Le tensioni legate alla candidatura alternativa

Alla base del provvedimento vi è la decisione di Lovaglio di candidarsi per il rinnovo del consiglio attraverso una lista distinta, sostenuta dalla Plt Holding della famiglia Tortora. Questa iniziativa ha generato un evidente conflitto con la linea ufficiale del cda, determinando una frattura tra il manager e la governance della banca.

Nel corso del confronto tra i consiglieri, sono emerse anche posizioni più rigide rispetto alla semplice revoca delle deleghe. Alcuni membri del consiglio avrebbero valutato la possibilità di un licenziamento per giusta causa, ipotesi poi accantonata per evitare un potenziale contenzioso legale complesso e prolungato.

Nel frattempo, sono state smentite le indiscrezioni relative a possibili dimissioni volontarie del manager, confermando la prosecuzione della sua presenza nel quadro societario, seppur privo di poteri operativi.

Verifiche sulle liste e requisiti regolamentari

Parallelamente alla riorganizzazione interna, il consiglio ha avviato verifiche sulla lista di candidati presentata da Plt Holding, riservandosi ulteriori valutazioni sulla conformità alle normative societarie e regolamentari.

L’attenzione è concentrata in particolare sui requisiti di idoneità previsti dalla normativa europea, noti come criteri di fit and proper, che devono essere rispettati per ricoprire ruoli apicali nel settore bancario. La valutazione finale su questi aspetti sarà determinante per stabilire se Lovaglio potrà partecipare effettivamente al rinnovo del board.

Le interlocuzioni con le autorità competenti sono già state avviate, coinvolgendo organismi come Banca Centrale Europea, Banca d’Italia e altri enti di vigilanza.

L’inchiesta sull’operazione Mediobanca

Nel frattempo, la documentazione preparata per l’assemblea dei soci ha fornito aggiornamenti sull’indagine della Procura di Milano relativa a un presunto coordinamento nell’ambito di un’offerta pubblica su Mediobanca.

Secondo quanto riportato nella relazione, le contestazioni riguarderebbero specificamente il ruolo dell’amministratore delegato in relazione a presunte intese con altri soggetti coinvolti nell’operazione. Tuttavia, viene evidenziato che la banca non risulta indagata come entità giuridica.

La documentazione sottolinea inoltre l’esistenza di elementi condivisi tra diverse autorità di vigilanza, tra cui Consob, Ivass, Banca d’Italia e BCE, che non avrebbero rilevato evidenze di azioni coordinate irregolari nel contesto delle riunioni collegiali esaminate.

Mercati finanziari e reazione degli investitori

Il cambiamento ai vertici ha avuto riflessi immediati anche sui mercati finanziari. Il titolo Mps ha registrato un incremento del 3,3%, raggiungendo quota 7,5 euro, segnale di un’accoglienza positiva da parte degli investitori.

Parallelamente, anche Mediobanca ha beneficiato di un andamento favorevole, con un rialzo del 3% fino a 16,8 euro. Questo movimento riflette l’attenzione del mercato verso le prospettive future della governance e le possibili evoluzioni strategiche del settore bancario.

Un elemento determinante per la fiducia degli investitori è stata l’indicazione di Fabrizio Palermo come unico candidato alla carica di amministratore delegato nella lista sostenuta dal consiglio. La definizione della lista include inoltre figure di rilievo come il presidente Nicola Maione, Corrado Passera e Carlo Vivaldi.

Verso l’assemblea decisiva del 15 aprile

Il prossimo appuntamento chiave sarà l’assemblea degli azionisti fissata per il 15 aprile, durante la quale verrà rinnovato il consiglio di amministrazione e verranno definite le nuove linee strategiche della banca.

In vista di questa scadenza, sono attese anche le indicazioni dei principali proxy advisor, il cui orientamento potrà influenzare in modo significativo le decisioni degli investitori istituzionali.

L’evoluzione della vicenda sarà determinante per delineare il futuro assetto di Monte dei Paschi di Siena, uno degli istituti più storici del sistema bancario italiano, che continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama finanziario nazionale.