Un confronto diretto con le istituzioni europee
Il dibattito sul futuro dell’automotive europeo entra in una fase decisiva. A Bruxelles, durante il Motor Show, i vertici di Stellantis hanno ribadito la necessità di un rapido aggiustamento delle politiche comunitarie sulla transizione energetica. Al centro del confronto c’è la revisione delle strategie di decarbonizzazione dell’Unione europea, considerate da molte imprese industriali poco aderenti alle condizioni attuali del mercato e della produzione.
Il ruolo di Stellantis nel dialogo con l’Ue
Da ottobre, la responsabilità delle attività europee allargate del gruppo è affidata a Emanuele Cappellano, nominato dall’amministratore delegato Antonio Filosa. La sua prima uscita ufficiale ha avuto un peso politico rilevante, perché ha portato all’attenzione delle istituzioni il punto di vista di uno dei principali costruttori automobilistici del continente, presente in numerosi Paesi e con migliaia di addetti coinvolti nella filiera.
La distanza tra obiettivi e realtà industriale
Secondo il management di Stellantis, il calendario fissato a livello europeo rischia di creare un divario crescente tra ambizioni ambientali e sostenibilità industriale. Le scadenze al 2030 e oltre vengono giudicate lontane nel tempo, mentre le difficoltà operative sono immediate. Produzione, domanda dei consumatori, infrastrutture di ricarica e costi energetici rappresentano problemi concreti che incidono oggi sulle decisioni di investimento e sull’occupazione.
La richiesta di flessibilità nel breve periodo
Uno dei nodi centrali riguarda l’assenza di margini di adattamento nel breve termine. Stellantis sottolinea l’urgenza di introdurre maggiore flessibilità nelle regole europee, evitando un percorso rigido che potrebbe risultare irreversibile. L’industria chiede la possibilità di correggere la rotta, rendendo nuovamente attrattivo il mercato europeo per la produzione automobilistica e per i capitali internazionali.
Oltre l’elettrico: l’approccio multi-energia
Il gruppo evidenzia come, nel breve e medio periodo, non sia realistico puntare esclusivamente sui veicoli elettrici. La strategia proposta è quella della multi-energia, che comprende diverse soluzioni tecnologiche in grado di ridurre le emissioni senza penalizzare competitività e volumi produttivi. Questa impostazione consentirebbe di accompagnare la transizione in modo graduale, tenendo conto delle differenze tra Paesi e mercati.
Investimenti legati alle scelte politiche
Le decisioni di investimento di Stellantis in Europa sono strettamente connesse all’evoluzione del quadro normativo comunitario. La mancanza di certezze rischia di rallentare nuovi progetti industriali e di compromettere piani di sviluppo già avviati. Il 2025 viene indicato come un anno di transizione, mentre le aspettative di ripresa sono concentrate sul 2026, a condizione che l’Ue fornisca indicazioni chiare e stabili.
Il nuovo piano industriale in preparazione
Il gruppo sta lavorando a un nuovo piano industriale, atteso entro giugno, che dovrà definire in modo più preciso strategie produttive e allocazione delle risorse. Questo documento sarà determinante per comprendere l’impegno futuro di Stellantis nei vari stabilimenti europei e per valutare l’impatto delle politiche comunitarie sulle scelte aziendali.
Dialogo con il governo italiano
Parallelamente al confronto europeo, prosegue il dialogo con le istituzioni nazionali. Il 30 gennaio è previsto un incontro tra i vertici di Stellantis e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. L’obiettivo è rafforzare la competitività del settore, anche attraverso un coordinamento tra politiche industriali italiane ed europee. Il sostegno del governo italiano alle misure di tutela dell’automotive in sede comunitaria viene considerato un elemento positivo.
Il peso dei costi energetici
Tra le criticità più urgenti figura il tema dei costi dell’energia, indicato come uno dei principali fattori di svantaggio competitivo per l’industria europea. Prezzi elevati e volatilità incidono direttamente sui margini delle imprese e sulla capacità di pianificare investimenti a lungo termine. Una revisione delle politiche energetiche è ritenuta essenziale per accompagnare qualsiasi percorso di transizione sostenibile.
Un passaggio cruciale per l’industria europea
La posizione di Stellantis riflette una preoccupazione diffusa nel settore automotive: senza un adeguamento delle regole, l’Europa rischia di perdere centralità produttiva a favore di altre aree del mondo. Il confronto avviato a Bruxelles segna quindi un momento chiave, in cui le istituzioni sono chiamate a bilanciare obiettivi ambientali e tutela del tessuto industriale.
