La Commissione europea ha avviato una nuova e rilevante iniziativa nei confronti di Meta Platforms, contestando al gruppo statunitense una possibile violazione delle norme antitrust legata alla diffusione dei propri assistenti di intelligenza artificiale. Al centro dell’indagine vi è l’uso della posizione dominante di WhatsApp per favorire l’adozione delle soluzioni di IA sviluppate da Meta, con il rischio di ostacolare la concorrenza in un settore in forte espansione.
L’azione di Bruxelles si inserisce nel quadro più ampio della strategia europea di vigilanza sulle grandi piattaforme digitali e sul loro impatto nei mercati emergenti ad alta intensità tecnologica.
Il ruolo chiave di WhatsApp nel sistema Meta
Secondo la valutazione preliminare dell’esecutivo comunitario, Meta avrebbe sfruttato l’enorme base utenti di WhatsApp, che conta centinaia di milioni di utilizzatori nello Spazio economico europeo, per rendere il proprio assistente di IA facilmente accessibile e integrato in modo privilegiato.
La Commissione ritiene che le modalità di integrazione dell’assistente possano creare un vantaggio competitivo ingiustificato, rendendo più difficile per chatbot concorrenti raggiungere il pubblico o offrire servizi alternativi con pari visibilità. In sostanza, l’accesso diretto e semplificato all’assistente Meta attraverso un’app di messaggistica dominante viene considerato un possibile strumento di esclusione dal mercato.
Timori di distorsione della concorrenza
Il mercato degli assistenti di intelligenza artificiale è in rapida crescita e rappresenta uno dei segmenti più strategici dell’economia digitale. Bruxelles teme che un comportamento scorretto in questa fase iniziale possa produrre effetti duraturi, consolidando posizioni dominanti difficili da scalfire in futuro.
Per la Commissione, la condotta ipotizzata rischia di:
- Limitare l’ingresso di nuovi operatori
- Ridurre gli incentivi all’innovazione
- Indebolire la capacità dei concorrenti di crescere e investire
Questi fattori potrebbero tradursi in una minore scelta per consumatori e imprese, oltre che in una riduzione della pressione competitiva su prezzi e qualità dei servizi.
Possibili misure provvisorie
Alla luce di tali preoccupazioni, Bruxelles sta valutando l’adozione di misure cautelari volte a prevenire danni ritenuti «gravi e irreversibili» per il mercato. Tali misure avrebbero carattere temporaneo e mirerebbero a congelare alcune pratiche contestate in attesa della conclusione dell’indagine.
La Commissione sottolinea che l’invio della comunicazione degli addebiti sulle misure provvisorie non anticipa l’esito finale del procedimento, ma rappresenta un passaggio necessario per tutelare l’equilibrio concorrenziale nel breve periodo.
I diritti di difesa di Meta
Meta Platforms avrà ora la possibilità di presentare osservazioni scritte e fornire elementi a propria discolpa. L’azienda potrà inoltre chiedere un’audizione formale per esporre la propria posizione davanti ai servizi della Commissione.
Il gruppo di Mark Zuckerberg ha in passato sostenuto che l’integrazione delle funzioni di IA nelle proprie piattaforme mira a migliorare l’esperienza degli utenti e a rendere più accessibili le nuove tecnologie. Tuttavia, Bruxelles vuole verificare se tali obiettivi siano perseguiti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
Ambito geografico dell’indagine
Il procedimento riguarda l’intero Spazio economico europeo, con l’eccezione dell’Italia. Nel dicembre 2025, infatti, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana ha già adottato misure provvisorie nei confronti di Meta su profili analoghi, anticipando l’intervento europeo.
Questo coordinamento tra autorità nazionali e Commissione testimonia l’attenzione crescente verso il comportamento delle big tech nel campo dell’intelligenza artificiale.
Un precedente per il settore digitale
L’iniziativa contro Meta potrebbe avere effetti rilevanti su tutto l’ecosistema tecnologico. Se confermate, le contestazioni rafforzerebbero il principio secondo cui le piattaforme dominanti non possono utilizzare i propri servizi principali come leva per imporre nuove soluzioni nei mercati adiacenti.
Il caso rappresenta inoltre un banco di prova per l’applicazione delle regole europee ai modelli di business basati sull’IA, settore in cui le frontiere tra innovazione, integrazione verticale e abuso di posizione dominante risultano sempre più sottili.
Verso una nuova stagione di controlli sull’IA
L’azione di Bruxelles segnala che l’intelligenza artificiale è ormai entrata a pieno titolo tra le priorità delle autorità antitrust. L’obiettivo dichiarato è garantire che lo sviluppo di queste tecnologie avvenga in un contesto aperto, competitivo e rispettoso dei diritti dei consumatori.
Il procedimento contro Meta potrebbe quindi diventare uno dei casi di riferimento per definire i limiti entro cui le grandi piattaforme potranno muoversi nell’integrazione dei propri assistenti di IA.
