Il sorpasso globale nelle auto elettriche
Il 2025 segna un cambio di leadership nel settore delle auto elettriche. Il gruppo cinese BYD si afferma come primo costruttore mondiale di veicoli elettrici puri, superando Tesla nelle consegne annuali. I numeri parlano chiaro: 2,26 milioni di auto elettriche vendute da BYD, in crescita del 28% su base annua, contro 1,64 milioni di Tesla, che chiude l’anno con un calo dell’8% e una flessione del 16% nel solo quarto trimestre.
Se si amplia lo sguardo ai veicoli a nuova energia (elettrici più ibridi plug-in), il gruppo cinese raggiunge 4,6 milioni di unità, consolidando una posizione dominante a livello globale.
Una crescita costruita su scala e integrazione
Il successo di BYD poggia su una strategia industriale fortemente integrata. Il gruppo controlla internamente componenti chiave come batterie, motori elettrici e sistemi elettronici, riducendo i costi e aumentando la capacità produttiva. Questo modello consente di sostenere volumi elevati e di reagire con rapidità alle oscillazioni della domanda internazionale, in un momento in cui molti costruttori occidentali affrontano margini sotto pressione.
Il mercato italiano tra incentivi e “Km zero”
In Italia, il quadro resta complesso. Nel dicembre 2025 le immatricolazioni complessive crescono del 2,2%, ma il bilancio annuale si ferma a 1.522.722 vetture, in calo del 2,1% rispetto al 2024 e ancora lontano dai livelli pre-pandemia superiori a 1,9 milioni.
Il canale dei privati continua a perdere peso, con una quota del 54,1% nel cumulato annuo, in diminuzione di 4,3 punti percentuali. A sostenere il mercato sono soprattutto le auto “Km zero”, che nel 2025 raggiungono una quota del 12%, insieme al noleggio: circa 10.000 targhe in più per il breve termine e 36.000 per il lungo termine.
Il ruolo decisivo degli incentivi
Gli ecobonus introdotti in autunno hanno avuto un impatto evidente sull’ultimo mese dell’anno. A dicembre, le auto elettriche registrano un balzo del 107%, con una quota mensile dell’11,1% e del 6,38% nel periodo gennaio-dicembre. Ancora più marcata la crescita delle ibride plug-in, che segnano un +163%.
Le altre alimentazioni mostrano un andamento disomogeneo: full hybrid +7,5%, mild hybrid benzina +9,7%, mild hybrid diesel +7,7%, mentre calano benzina (-30,2%), diesel (-28,9%) e Gpl (-4,1%).
Le prospettive per il 2026
Secondo le stime di settore, il 2026 potrebbe vedere una moderata ripresa delle immatricolazioni, con una crescita intorno al 5% e un volume atteso di circa 1,6 milioni di vetture. Tuttavia, il recupero resta legato a fattori esterni come politiche industriali, disponibilità di incentivi e risposta dei consumatori ai nuovi modelli elettrificati.
Stellantis e i marchi in Italia
Per Stellantis, il 2025 è stato un anno complesso sul mercato italiano. Le immatricolazioni si attestano a 418.422 unità, in calo del 7,8%, con 23.214 vetture nel solo mese di dicembre (-5,5%).
Il gruppo punta al rilancio con nuovi modelli strategici come la Grande Panda e soprattutto la 500 ibrida, prodotta a Mirafiori, che rappresenta un tassello chiave per il marchio Fiat, cresciuto del 49,2% a dicembre.
Nel dettaglio dei brand, Alfa Romeo mostra segnali positivi con un +23,3% da gennaio, mentre restano in difficoltà Lancia (-69,8%) e Maserati (-23,1%). Jeep (-8,7%) attende l’effetto commerciale della nuova Compass prodotta a Melfi.
L’avanzata dei marchi cinesi in Italia
Accanto a BYD, cresce la presenza di altri costruttori cinesi. Leapmotor, legata a Stellantis tramite una joint venture, ha immatricolato 7.500 auto elettriche nel suo primo anno sul mercato italiano.
BYD, dal canto suo, ha raggiunto nel mese di dicembre una quota del 3,1%, con una media annua dell’1,5%, offrendo esclusivamente veicoli elettrici e ibridi plug-in in linea con la strategia delle auto a nuova energia.
Un settore in piena trasformazione
Il sorpasso di BYD su Tesla non rappresenta solo un cambio di classifica, ma il segnale di una trasformazione strutturale dell’industria automobilistica globale. La combinazione di scala produttiva, integrazione tecnologica e politiche industriali favorevoli sta consentendo ai costruttori cinesi di guadagnare terreno rapidamente, mentre i mercati europei mostrano ancora fragilità e una dipendenza significativa da incentivi e canali alternativi di vendita.
