Fibercop contro Infratel sui bandi Pnrr per la fibra

Sofia Esposito

Ricorso al Tar e scontro sul piano Italia a 1 Giga

La tensione tra Fibercop e Open Fiber si è tradotta in un contenzioso formale. A inizio dicembre, Fibercop – società che gestisce l’ex rete di Tim ed è controllata dal fondo KKR – ha depositato un ricorso presso il Tar del Lazio contro Infratel Italia, l’ente pubblico incaricato di predisporre i bandi per le infrastrutture di telecomunicazione. Al centro della disputa vi sono le modalità di gestione dei bandi Pnrr destinati alla copertura in fibra delle aree grigie.

Il nodo dei civici e lo “sconto” contestato

Secondo la ricostruzione alla base del ricorso, Infratel avrebbe rimodulato gli obiettivi di copertura concessi a Open Fiber, riducendo di 700.000 civici il perimetro da collegare entro metà 2026. Tale revisione, intervenuta nel quadro del piano Italia a 1 Giga dal valore complessivo di 4 miliardi di euro, è considerata da Fibercop un trattamento preferenziale che altera la concorrenza.

I civici esclusi dagli obblighi iniziali sarebbero destinati a essere rimessi a bando attraverso una nuova consultazione pubblica. Per Fibercop, tuttavia, questa scelta avrebbe dovuto essere accompagnata da penali, o addirittura dalla revoca e riassegnazione dei lotti in ritardo, anziché da una riduzione degli impegni.

La ripartizione dei lotti e gli equilibri competitivi

Nel piano Italia a 1 Giga, Open Fiber si è aggiudicata 8 lotti, mentre Fibercop ne ha ottenuti 7. La rimodulazione degli obiettivi sugli 8 lotti assegnati al gruppo guidato da Giuseppe Gola viene vista come un vantaggio competitivo, soprattutto in una fase in cui entrambe le società competono sullo stesso territorio per la posa della fibra.

La questione è resa più delicata dal fatto che Fibercop era stata coinvolta in trattative per subentrare nei lotti in ritardo di Open Fiber, ipotesi che avrebbe potuto riequilibrare tempi e investimenti. La scelta di ridurre gli obblighi anziché riassegnare i lotti ha invece irrigidito il confronto.

Il precedente europeo sugli aiuti di Stato

Il contenzioso non nasce dal nulla. Fibercop, guidata da Massimo Sarmi e partecipata anche dal Ministero dell’Economia e dal fondo F2i, aveva già segnalato in sede europea presunti aiuti di Stato a favore di Open Fiber. Nel mirino c’erano 660 milioni di euro stanziati dal governo in una precedente legge di bilancio, riconosciuti per compensare extra-costi sostenuti nella copertura delle aree bianche.

In quel caso, l’aumento dei costi era stato attribuito a una mappatura dei civici rivelatasi imprecisa in fase di esecuzione. Ora, secondo Fibercop, il nuovo “sconto” sui civici delle aree grigie rischia di replicare una distorsione simile, ma su scala ancora più ampia.

Effetti sul progetto della rete unica

La vicenda giudiziaria complica ulteriormente il percorso verso la rete unica nazionale, obiettivo indicato dal governo come strategico. Un’eventuale integrazione tra Fibercop e Open Fiber avrebbe ricadute significative anche per Tim, che potrebbe ottenere un extra fino a 2,5 miliardi di euro in base agli accordi legati alla cessione della rete a KKR, a condizione che l’operazione si chiuda entro fine 2026.

Il clima di conflitto, però, rende questo scenario sempre più incerto. Le aule dei tribunali non favoriscono il dialogo industriale, mentre le scadenze del Pnrr impongono tempi rapidi e risultati misurabili.

Situazione finanziaria e strategie a confronto

Dal punto di vista operativo, Fibercop appare in una posizione di relativa solidità: dispone di liquidità adeguata e genera margini, pur affrontando una concorrenza intensa. Open Fiber, invece, mostra maggiori difficoltà esecutive, pur avendo assicurato le risorse finanziarie necessarie per proseguire il piano di investimenti.

La competizione diretta tra i due operatori contribuisce a comprimere i prezzi in un mercato in cui la domanda di fibra integrale cresce più lentamente del previsto. In questo contesto, un accordo industriale potrebbe razionalizzare gli investimenti, ma le scelte legali in corso indicano una strategia di confronto frontale.

Le prospettive dopo il ricorso

L’esito del giudizio amministrativo sarà determinante per ridefinire gli equilibri del settore. Nel frattempo, l’orientamento che filtra dagli azionisti internazionali di Fibercop sembra puntare al completamento del piano di investimenti prima di qualsiasi trattativa strutturale, valutando in seguito modelli di governance con una forte presenza pubblica e una pluralità di soci privati.