Stabilimento Stellantis di Termoli rilancia produzione

Matteo Romano

Nuova strategia industriale dopo lo stop alla gigafactory

Lo stabilimento Stellantis di Termoli, in Molise, si prepara a una nuova fase industriale dopo l’abbandono del progetto legato alla costruzione della gigafactory per batterie, iniziativa promossa in passato dall’ex amministratore delegato Carlos Tavares nell’ambito della joint venture ACC.

Il sito produttivo, nato negli anni come fabbrica Fiat e successivamente parte del gruppo FCA, tornerà quindi a concentrarsi sulla propria attività storica: la produzione di componenti meccanici per i veicoli del gruppo automobilistico.

La decisione rappresenta una svolta per l’impianto e per i lavoratori, poiché consente di mantenere una prospettiva produttiva concreta dopo l’interruzione del progetto legato alla produzione di batterie per auto elettriche.

Produzione del cambio Edct per i modelli ibridi

Il piano industriale prevede l’avvio della produzione del nuovo cambio Edct, destinato ai veicoli ibridi Stellantis, segmento che attualmente rappresenta una parte crescente della domanda nel mercato automobilistico europeo.

L’avvio della produzione è programmato per il 15 settembre, mentre le linee di assemblaggio saranno installate e completate entro aprile. La fase di pre-serie dovrebbe iniziare già nel mese di giugno, consentendo allo stabilimento di prepararsi alla produzione su scala industriale.

L’investimento complessivo destinato al progetto ammonta a 41 milioni di euro. Il piano prevede non solo l’assemblaggio finale dei cambi, ma anche alcune fasi preliminari di lavorazione all’interno dello stabilimento molisano.

Grazie a queste attività aggiuntive si prevede la creazione di circa 288 nuovi posti di lavoro a regime.

Confermata la produzione dei motori assegnati

Nel corso degli incontri con le organizzazioni sindacali, la direzione di Stellantis ha inoltre confermato la continuità produttiva dei tre motori attualmente assegnati allo stabilimento.

Tra questi figura il motore GSE, per il quale è previsto un aggiornamento tecnico in linea con gli standard ambientali Euro 7. Il sito continuerà inoltre a produrre il motore V6, utilizzato principalmente sui modelli del marchio Maserati.

Un altro elemento centrale della produzione riguarda il motore GME, che attualmente opera a pieno regime. Tuttavia, secondo le valutazioni sindacali, la sostenibilità futura di questa produzione dipende anche dal volume delle esportazioni, in particolare verso il mercato statunitense.

Impatto sull’occupazione nello stabilimento

Lo stabilimento di Termoli impiega attualmente circa 1.780 lavoratori. Il nuovo piano industriale contribuisce a ridurre il numero di esuberi che erano stati ipotizzati in precedenza.

Le stime più recenti indicano una riduzione degli esuberi a circa 400 unità, di cui 180 lavoratori temporaneamente trasferiti in altri impianti del gruppo.

Questo scenario consentirà di limitare l’utilizzo del contratto di solidarietà, che attualmente coinvolge circa il 15% della forza lavoro. La riduzione dell’organico potrebbe avvenire attraverso uscite volontarie incentivate, in molti casi legate al pensionamento.

Il ritorno dei lavoratori coinvolti nel progetto ACC

Un altro elemento rilevante riguarda i lavoratori che erano stati coinvolti nel progetto della gigafactory ACC, iniziativa che avrebbe dovuto trasformare lo stabilimento in un centro per la produzione di batterie destinate alle auto elettriche.

Con la revisione della strategia industriale, questi lavoratori verranno progressivamente reinseriti nelle attività produttive dello stabilimento.

Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr hanno espresso valutazioni positive sull’evoluzione del piano, considerando la nuova produzione come un segnale importante per la continuità industriale del sito.

Attese per il prossimo piano industriale

Le prospettive dello stabilimento di Termoli restano comunque legate alle future decisioni strategiche del gruppo Stellantis. Le organizzazioni sindacali attendono infatti ulteriori indicazioni dal piano industriale che il gruppo dovrebbe presentare il 21 maggio.

Le decisioni future potrebbero definire ulteriormente il ruolo dello stabilimento all’interno della rete produttiva europea del gruppo e determinare nuove opportunità per l’occupazione e lo sviluppo industriale del territorio.

Il sito molisano rimane uno dei centri produttivi storici del gruppo automobilistico e continua a rappresentare un punto di riferimento per la produzione di motori e componenti meccaniche.