Cessione delle attività statunitensi
La presenza di TikTok negli Stati Uniti entra in una fase completamente nuova dopo la definizione dell’accordo che prevede la cessione delle operazioni americane a investitori non cinesi. L’intesa chiude una lunga stagione di tensioni politiche e regolatorie, nate dalle preoccupazioni di Washington sul controllo dei dati degli utenti e sull’influenza indiretta della Cina attraverso la casa madre ByteDance. La piattaforma, utilizzata da centinaia di milioni di persone a livello globale, potrà così continuare a operare sul mercato statunitense con una struttura societaria ritenuta compatibile con le richieste di sicurezza nazionale.
La nuova joint venture americana
Il perno dell’operazione è la creazione di una nuova società, TikTok US Joint Venture, che avrà sede e governance negli Stati Uniti. Il controllo sarà in mano a investitori statunitensi e internazionali non riconducibili a Pechino. Tra i principali soggetti coinvolti figurano Oracle, Silver Lake e il fondo emiratino MGX. Ciascuno degli investitori principali deterrà una quota del 15%, garantendo una struttura proprietaria diffusa ma a maggioranza occidentale. ByteDance resterà presente solo in modo marginale e senza poteri di controllo.
Le ragioni politiche e legislative
Il percorso che ha portato alla cessione affonda le radici nel 2024, quando il Congresso degli Stati Uniti ha approvato una legge che imponeva il divieto di TikTok sul territorio americano in assenza di una vendita delle attività locali. Il provvedimento nasceva dal timore che i dati degli utenti potessero essere accessibili a soggetti legati al governo cinese o utilizzati per influenzare il dibattito pubblico. La norma ha messo un termine stringente, costringendo l’azienda a cercare una soluzione strutturale per evitare l’uscita dal mercato Usa.
Il ruolo decisivo della Casa Bianca
Nel corso del 2025, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha svolto un ruolo centrale nel favorire una soluzione negoziata. Dopo aver inizialmente sostenuto l’ipotesi di un bando totale, il presidente ha progressivamente cambiato linea, concedendo proroghe e margini di manovra per consentire il raggiungimento di un accordo industriale. La scelta è stata motivata anche dal peso crescente di TikTok tra gli elettori più giovani, un segmento considerato strategico nelle elezioni presidenziali del 2024.
Rapporti con Pechino e via libera cinese
L’intesa non sarebbe stata possibile senza un confronto con le autorità cinesi. Nel settembre 2025 era stato raggiunto un accordo preliminare tra Washington e Pechino che apriva alla cessione delle attività statunitensi, a condizione di precise garanzie sul trasferimento tecnologico e sugli algoritmi. Il via libera finale ha consentito di superare uno degli ostacoli più delicati, quello relativo alla proprietà intellettuale e alla gestione dei sistemi di raccomandazione, considerati il vero cuore del valore di TikTok.
Sicurezza dei dati e controllo degli algoritmi
Uno degli aspetti centrali della nuova configurazione riguarda la protezione delle informazioni degli utenti. La joint venture statunitense opererà secondo un quadro di garanzie rafforzate, che includono la localizzazione dei dati negli Stati Uniti, la separazione dei sistemi informatici e controlli stringenti sugli algoritmi di distribuzione dei contenuti. L’obiettivo è impedire accessi esterni non autorizzati e assicurare che le decisioni su moderazione e funzionamento della piattaforma siano prese esclusivamente da soggetti sottoposti alla giurisdizione americana.
Impatto sul mercato digitale
Con questa operazione, TikTok mantiene una posizione di primo piano nel mercato dei social media statunitensi, evitando un vuoto che avrebbe avuto effetti significativi su creator, inserzionisti e aziende tecnologiche. Allo stesso tempo, l’accordo rappresenta un precedente rilevante per il settore digitale globale, mostrando come le piattaforme internazionali possano essere costrette a riorganizzarsi lungo linee geopolitiche sempre più marcate.
Un equilibrio tra tecnologia e politica
La cessione delle attività Usa segna un compromesso tra esigenze economiche e considerazioni strategiche. Da un lato, TikTok preserva l’accesso a uno dei mercati più importanti al mondo; dall’altro, gli Stati Uniti ottengono una struttura di controllo ritenuta coerente con le proprie priorità di sicurezza. Il caso TikTok diventa così un modello di riferimento per future controversie tra governi e grandi piattaforme globali.
