La corsa dell’oro: una crescita senza freni
Il mercato dell’oro sta vivendo una stagione di crescita straordinaria. Il prezzo del metallo giallo ha recentemente superato i 5.100 dollari per oncia, toccando il valore di 5.090 dollari al termine della giornata. Questo segna un incremento impressionante di 85,9% nell’ultimo anno, un dato che rende evidente l’interesse crescente verso l’oro come asset rifugio in tempi di incertezze economiche e geopolitiche.
A titolo esemplificativo, una sterlina d’oro che dodici mesi fa valeva circa 550-560 euro, oggi può arrivare a valere mille euro, rappresentando un vantaggio notevole per chi ha deciso di investire in questo bene. Questo fenomeno ha beneficiato principalmente di un contesto geopolitico teso, con conflitti aperti e incertezze politiche che hanno spinto gli investitori a cercare maggiore sicurezza.
La causa di questa impennata: le incertezze globali
I recenti aumenti nel valore dell’oro sono legati a una serie di eventi che hanno creato instabilità nei mercati globali. Tra questi, la guerra in Ucraina, le tensioni in Medio Oriente, le rivolte in Iran, e la crescita della militarizzazione cinese vicino a Taiwan. Anche la politica internazionale degli Stati Uniti, tra cui il conflitto con il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la disputa sulla Groenlandia, ha alimentato l’incertezza.
Queste crisi geopolitiche, unite alla crescente domanda di armamenti, in particolare in Europa, dove si stanno attuando piani di riarmo, hanno spinto il valore dell’oro, ma anche i titoli legati al settore difesa. Quest’ultima ha visto un incremento significativo dei suoi valori in seguito alla crescita delle commesse militari.
L’oro può continuare a salire?
Molti analisti ritengono che la corsa all’oro non si fermerà a breve. Alcuni collegano il suo aumento alla perdita di fiducia nel dollaro e negli Stati Uniti, soprattutto a causa delle politiche protezionistiche adottate dall’ex presidente Donald Trump, che ha imposto dazi globali. Tuttavia, non tutti gli esperti sono d’accordo su un ridimensionamento del dollaro. La Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha affermato che il dollaro rimarrà dominante nei mercati globali grazie alla sua liquidità e alla forza dell’economia americana.
Per quanto riguarda l’oro, Giorgio Di Giorgio, docente di politica monetaria alla LUISS Guido Carli di Roma, sottolinea che il rialzo del metallo è un trend in corso da diversi anni. Nonostante la volatilità a breve termine, è probabile che l’oro continui a mantenere valori elevati finché le problematiche geopolitiche non si stabilizzeranno.
Argento: nuovi record e incertezze future
Anche l’argento sta vivendo una crescita record, superando recentemente i 110 dollari per oncia, un valore che evidenzia il suo ruolo fondamentale nella transizione energetica. Le proprietà dell’argento come conduttore, riflettente e catalitico lo rendono una materia prima molto richiesta, specialmente in ambito tecnologico ed energetico.
Tuttavia, le prospettive per l’argento sono più cautamente ottimistiche. Gli analisti di Vontobel avvertono che, a differenza dell’oro, l’incremento del prezzo dell’argento non si basa su solidi fondamentali, ma piuttosto su un movimento alimentato da posizionamenti speculativi. Questo comporta un rischio maggiore, poiché la volatilità potrebbe aumentare in futuro. Nonostante un rialzo impressionante del 138% nel 2025, l’argento potrebbe non essere sostenibile a questi livelli, e gli esperti mettono in guardia gli investitori dal seguire troppo da vicino l’andamento del mercato a questi valori.
Conclusioni
Il mercato dell’oro e dell’argento continua a segnare nuove vette, alimentato dalla crescente incertezza geopolitica e dalle politiche economiche globali. Mentre l’oro mantiene una crescita solida, sostenuta da motivazioni storiche e da un panorama internazionale turbolento, l’argento presenta opportunità ma anche rischi legati alla speculazione. La domanda di oro come bene rifugio è destinata a durare, mentre l’argento, pur essendo una risorsa strategica per la transizione energetica, potrebbe risentire maggiormente della volatilità dei mercati.
