Saldi invernali 2026: calendario e regole da conoscere

Sofia Esposito

Quando partono ufficialmente gli sconti

Con la fine delle festività natalizie prende il via uno degli appuntamenti più attesi per consumatori e commercianti: i saldi invernali 2026. La partenza ufficiale nei negozi fisici è fissata tra il 2 e il 5 gennaio, a seconda dei territori, mentre il commercio online anticipa già da fine dicembre con promozioni e vendite riservate. Il cuore degli sconti, tuttavia, resta legato alle date stabilite dalle Regioni, che definiscono in autonomia inizio e durata.

Le date regione per regione

Il quadro nazionale mostra una partenza sostanzialmente uniforme, con differenze sulla durata finale. Ecco le principali finestre temporali previste:

  • Valle d’Aosta: dal 2 gennaio al 31 marzo 2026
  • Abruzzo: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
  • Basilicata: dal 3 gennaio al 1° marzo 2026
  • Calabria: dal 3 gennaio al 4 marzo 2026
  • Campania: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
  • Emilia-Romagna: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
  • Friuli Venezia Giulia: dal 3 gennaio al 31 marzo 2026
  • Lazio: dal 3 gennaio al 15 febbraio 2026
  • Lombardia: dal 3 gennaio al 4 marzo 2026
  • Piemonte: dal 3 gennaio al 28 febbraio 2026
  • Toscana: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
  • Veneto: dal 3 gennaio al 28 febbraio 2026
  • Liguria: dal 5 gennaio al 18 febbraio 2026
  • Marche: dal 4 gennaio al 1° marzo 2026
  • Molise: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
  • Puglia: dal 4 gennaio al 28 febbraio 2026
  • Sardegna: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
  • Umbria: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
  • Sicilia: dal 3 gennaio al 15 marzo 2026
  • Provincia autonoma di Trento: dall’8 gennaio al 5 febbraio 2026
  • Provincia autonoma di Bolzano: dall’8 gennaio al 5 febbraio 2026

Le regioni alpine e del Nord-Est risultano quelle con le finestre più lunghe, mentre nel Centro Italia la chiusura è spesso anticipata a febbraio.

Il periodo “grigio” prima dei saldi

Tra il 26 dicembre e l’avvio ufficiale degli sconti si apre una fase delicata. In questi giorni molti operatori propongono offerte, private sale e promozioni riservate, soprattutto online. È un momento in cui il consumatore deve prestare particolare attenzione, perché il confine tra prezzo ordinario e sconto reale può diventare meno chiaro.

La regola del prezzo più basso

Dal punto di vista normativo, resta centrale l’obbligo di indicare il prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti. Questa informazione è fondamentale per capire se lo sconto è autentico o solo apparente. Un ribasso calcolato su un prezzo aumentato poco prima dei saldi non rappresenta un reale vantaggio economico.

Come valutare la convenienza reale

Prima di lasciarsi guidare dalla percentuale di sconto, è utile confrontare il prezzo attuale con quello praticato nelle settimane precedenti. Strumenti di monitoraggio dei prezzi e confronti tra più rivenditori aiutano a individuare eventuali rialzi “strategici” avvenuti a dicembre. In particolare, occorre fare attenzione alle offerte valide solo per taglie residuali o colori poco richiesti, spesso utilizzate come richiamo pubblicitario.

Negozi fisici e online: due dinamiche diverse

Nel 2026 la distanza tra canale digitale e punti vendita tradizionali resta evidente. Online gli sconti partono prima, sono più frequenti ma anche più volatili. Nei negozi fisici, invece, il calendario regionale garantisce maggiore uniformità e trasparenza, anche se la durata effettiva dei saldi può variare sensibilmente da una zona all’altra.

Rischi e tutele per i consumatori

Durante i saldi aumentano anche i tentativi di frode. È importante verificare sempre l’affidabilità dei siti di e-commerce, controllare l’indirizzo web e assicurarsi della presenza di protocolli di sicurezza. Nei negozi fisici, invece, conviene informarsi in anticipo su resi, cambi e garanzie, che possono avere regole specifiche durante il periodo di sconto.

Un’occasione che richiede pianificazione

I saldi 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: meno acquisti impulsivi e maggiore attenzione alla qualità. Molti consumatori attendono questo periodo per investire in beni più durevoli, sfruttando riduzioni di prezzo che, se ben valutate, possono rappresentare un reale risparmio.