BPM Modifica Statuto per il Rinnovo della Governance

Giulia Conti

Approvazione delle modifiche statutarie

L’assemblea straordinaria di Banco BPM ha dato il via libera, con una larga maggioranza del 95,4% dei voti, alle modifiche dello statuto, che erano già state approvate dalla Banca Centrale Europea (BCE). Questo cambiamento riguarda il rinnovo della governance previsto per la primavera del 2026 e mira a rispettare le nuove linee guida stabilite dalla Legge Capitali. Le modifiche includono l’introduzione di una lista per il Consiglio di Amministrazione (CDA) che assegna fino a sei posti alle minoranze azionarie, con un totale di 15 membri.

Obiettivi e supporto di Crédit Agricole

Il cambiamento va incontro anche alle richieste di Crédit Agricole, che detiene attualmente il 20% del capitale di Banco BPM. La banca francese ha richiesto maggiore spazio nel CDA, sostenendo l’importanza di una rappresentanza adeguata in vista dei prossimi rinnovi. Durante l’assemblea, che richiedeva una maggioranza qualificata di due terzi, Crédit Agricole ha collaborato attivamente per approvare queste modifiche, puntando a un aumento della sua partecipazione nel CDA, con l’obiettivo di arrivare al 25%, e una futura possibilità di salire fino al 30%, già autorizzata dalla BCE.

Il rinnovo del CDA: una competizione tra azionisti

Il processo di rinnovo del CDA di Banco BPM sta diventando una vera e propria sfida politica tra i principali azionisti. Crédit Agricole, nonostante il suo forte impegno, non sembra essere disposto a unirsi alla lista proposta dal CDA uscente, che include il presidente Massimo Tononi e l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, i quali ripresenteranno la loro candidatura per un altro mandato. Secondo le nuove regole, la lista proposta dal CDA dovrà essere depositata 40 giorni prima dell’assemblea, mentre i soci avranno tempo fino a 25 giorni prima per presentare la loro lista, con la scadenza fissata per il 23 marzo.

Strategia dei soci francesi e aspettative future

I soci di Crédit Agricole preparano la loro lista di minoranza, che includerà probabilmente sei nomi esterni, tra cui il presidente del comitato rischi e dei sindaci. La liste del CDA rappresenta una “opzione assolutamente valida”, secondo quanto dichiarato dal presidente Tononi, ma l’intero consiglio dovrà prendere una decisione basata sulle implicazioni derivanti dal nuovo quadro normativo. La sfida politica all’interno della banca italiana si prospetta quindi complessa, con le scelte decisive che verranno compiute durante il CDA del 6 marzo.

Il futuro della governance e l’importanza delle modifiche

Questo passaggio statutario rappresenta una parte fondamentale del piano strategico per il futuro di Banco BPM, con l’obiettivo di garantire una governance stabile e in linea con le nuove normative in evoluzione. Le modifiche saranno cruciali per il futuro della banca, poiché definiranno la composizione del CDA che guiderà Banco BPM per i prossimi anni, in un contesto di continua evoluzione del settore bancario e finanziario.