Via libera alla fusione e reazione immediata dei mercati
La decisione del consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena di procedere con la fusione per incorporazione di Mediobanca ha innescato una risposta positiva sui mercati finanziari. Il titolo della merchant bank milanese ha registrato un balzo di circa +7%, attestandosi in area 19,4 euro per azione, mentre MPS ha chiuso in rialzo di circa +2%. L’operazione apre la strada al delisting di Mediobanca, segnando una svolta storica per uno dei nomi più emblematici della finanza italiana.
Struttura dell’operazione e nascita di una nuova entità
Il progetto industriale prevede che la partecipazione del 13,2% detenuta da Mediobanca in Assicurazioni Generali venga trasferita in una società non quotata controllata al 100% da MPS. Parallelamente, le attività di corporate & investment banking e private banking confluiranno in una nuova entità denominata Mediobanca Spa, destinata a operare come polo specializzato al servizio della clientela ad alto patrimonio.
Questa configurazione consentirebbe di separare in modo ordinato le diverse linee di business, favorendo una gestione più efficiente delle attività finanziarie e una maggiore focalizzazione strategica.
Concambio azionario e valutazioni preliminari
Restano da definire i dettagli relativi al concambio e alle tempistiche della fusione. Sulla base delle valutazioni correnti di mercato e considerando i dividendi già annunciati, gli analisti stimano un rapporto di concambio pari a circa 2,31 azioni MPS per ogni azione Mediobanca, valore che implica uno sconto di circa 9% rispetto al precedente riferimento di 2,53x indicato nell’offerta dello scorso settembre.
Negli ultimi mesi il concambio medio osservato dal mercato si è collocato attorno a 2,2x, segnalando un orientamento prudente degli investitori in attesa di maggiore chiarezza sugli aspetti industriali dell’operazione.
Effetti patrimoniali e rafforzamento del capitale
Uno degli elementi centrali dell’operazione riguarda il profilo patrimoniale del gruppo risultante. Le prime stime indicano un rafforzamento di circa 45 punti base del coefficiente CET1, con un livello superiore al 16,5%. Un miglioramento che contribuirebbe a consolidare la solidità della banca senese e a ridurre i rischi connessi al processo di integrazione.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per gli investitori istituzionali, attenti alla capacità del nuovo gruppo di mantenere una struttura di capitale robusta in uno scenario di mercato caratterizzato da volatilità e crescenti requisiti regolamentari.
Sinergie industriali e prospettive di redditività
Le sinergie complessive attese dall’integrazione sono stimate in circa 700 milioni di euro, derivanti principalmente dall’ottimizzazione dei costi operativi, dalla razionalizzazione delle strutture e dal potenziamento dei ricavi attraverso il cross-selling tra le diverse divisioni.
Con Mediobanca completamente integrata, MPS potrebbe avvicinarsi a un utile netto rettificato di circa 3 miliardi di euro entro il 2028, secondo le proiezioni degli analisti. Un obiettivo che rafforzerebbe la posizione del gruppo tra i principali attori bancari italiani.
Il ruolo chiave del nuovo piano industriale
Il prossimo 27 febbraio è attesa la presentazione del nuovo piano industriale di MPS, documento che fornirà indicazioni più precise su:
- tempistiche di integrazione
- modalità operative della nuova Mediobanca Spa
- impatto delle sinergie sui conti
- politiche di remunerazione degli azionisti
Il piano rappresenterà un passaggio cruciale per valutare la sostenibilità finanziaria dell’operazione e la capacità del gruppo di generare valore nel medio-lungo periodo.
Implicazioni strategiche per il sistema bancario
Il delisting di Mediobanca segnerebbe una delle trasformazioni più significative degli ultimi anni nel panorama bancario italiano. L’operazione riflette una tendenza più ampia verso il consolidamento del settore, con l’obiettivo di creare gruppi più grandi, capitalizzati e in grado di competere a livello europeo.
L’integrazione tra MPS e Mediobanca punta a combinare la forza commerciale della banca senese con le competenze storiche della merchant bank nel corporate finance e nel private banking, creando un modello di banca universale evoluta.
