Montepaschi, tensioni e incertezze attorno a Lovaglio

Matteo Romano

Indiscrezioni e prese di distanza del Tesoro

Negli ultimi giorni il nome di Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, è finito al centro di un acceso dibattito, alimentato da indiscrezioni e ricostruzioni contrastanti. Secondo alcune voci di mercato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze avrebbe manifestato un orientamento favorevole alla sua conferma. Tuttavia, il quadro istituzionale appare più sfumato. Il MEF, oggi sceso sotto la soglia del 5% nel capitale di Mps, ha più volte ribadito l’intenzione di mantenere un ruolo defilato, senza interferire nelle scelte di governance. Il plauso espresso in passato dal ministro Giancarlo Giorgetti per i risultati ottenuti dal management non equivale a un sostegno formale in vista del rinnovo dei vertici.

Il confronto interno al consiglio di amministrazione

La partita decisiva si gioca all’interno del consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni, dove convivono visioni differenti sul futuro strategico del gruppo. Una parte del board guarda con favore al progetto promosso da Lovaglio, che prevede un’integrazione con Mediobanca e una successiva separazione delle attività di banca d’investimento e private banking, destinate a proseguire in una struttura autonoma con il marchio storico di Piazzetta Cuccia. Altri consiglieri, invece, ritengono preferibile preservare l’attuale assetto di Mediobanca come società quotata, lavorando a un aumento del flottante fino a una forchetta stimata tra 30% e 35%. Questa divergenza di vedute rende più complessa la definizione di una linea condivisa.

Il nodo del piano industriale e il ruolo della BCE

Durante una recente riunione di due giorni a Roma, il consiglio ha affrontato anche il tema del nuovo piano industriale. Una parte dei consiglieri spinge per rinviarne la stesura a dopo il rinnovo del board, ritenendo opportuno che sia il nuovo consiglio a definirne i contenuti. Questa impostazione, però, non avrebbe trovato il pieno consenso della Banca Centrale Europea, che guarda con attenzione alla continuità strategica e alla chiarezza della governance, soprattutto in una fase di trasformazione così delicata per l’istituto senese.

L’indagine di Milano e le conseguenze sulla governance

A complicare ulteriormente il quadro c’è la posizione personale di Lovaglio, coinvolto indirettamente nell’indagine avviata dalla Procura di Milano sul presunto concerto legato all’operazione su Mediobanca. Pur non essendo al centro dell’inchiesta, la sua presenza nel perimetro investigativo ha alimentato prudenza. Secondo indiscrezioni, il comitato nomine sarebbe orientato a non inserirlo tra i candidati della lista del nuovo consiglio, una scelta che riflette il timore di esporre l’istituto a ulteriori elementi di incertezza reputazionale. Il prossimo consiglio, convocato per giovedì, dovrebbe formalizzare le procedure per la presentazione della lista dei consiglieri.

Le posizioni degli azionisti rilevanti

Tra gli azionisti, il gruppo Caltagirone ha sottolineato come il dibattito sia ancora aperto e come ogni valutazione definitiva debba essere rimandata all’assemblea dei soci e alle eventuali consultazioni previste. La posizione evidenzia la volontà di attendere passaggi formali prima di esprimere giudizi su nomi e strategie, in un contesto in cui ogni segnale viene attentamente scrutinato dai mercati.

Il contesto bancario e le altre partite aperte

Il clima di incertezza attorno a Mps si inserisce in un panorama bancario italiano già denso di dossier. In parallelo, il consiglio di amministrazione di Banco Bpm è chiamato a discutere l’adeguamento dello statuto alla Legge Capitali, valutando se sottoporre le modifiche a un’assemblea straordinaria. Sullo sfondo resta anche la procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea sull’utilizzo del Golden Power nel settore finanziario, in particolare nel caso Unicredit-Bpm. L’Italia ha recentemente aggiornato la normativa, ampliando il concetto di sicurezza economica e prevedendo la sospensione dei poteri speciali fino al parere delle autorità europee competenti, con l’obiettivo di superare le perplessità di Bruxelles.

Un equilibrio ancora da trovare

Tra strategie industriali, equilibri di governance e pressioni regolamentari, la posizione di Luigi Lovaglio resta sospesa. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire se il suo percorso alla guida di Monte dei Paschi di Siena potrà proseguire o se il rinnovamento del consiglio porterà a un cambio di rotta, in un momento cruciale per il sistema bancario italiano.