Vertici al lavoro tra Siena e Milano
A Rocca Salimbeni sono giorni decisivi per il futuro di Monte dei Paschi di Siena. I vertici dell’istituto sono impegnati in una serie di riunioni strategiche per definire sia il nuovo piano industriale sia la lista dei candidati al prossimo Consiglio di amministrazione.
Il board di Mps, insieme alla controllata Mediobanca, ha convocato un consiglio per affrontare gli ultimi aggiustamenti statutari e completare la messa a punto del piano che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio presenterà al mercato. Siena e Milano stanno lavorando in parallelo per armonizzare le scelte industriali e societarie, in un passaggio che potrebbe segnare una nuova fase per il gruppo bancario.
Tra le ipotesi circolate, il tema del possibile delisting di Mediobanca è stato indicato come uno degli elementi chiave del confronto strategico, con implicazioni rilevanti sugli assetti futuri.
Attese del mercato e spinta del titolo
L’attenzione degli investitori si è tradotta in una significativa reazione in Borsa. Le aspettative su una distribuzione particolarmente generosa degli utili hanno alimentato gli acquisti sui titoli del comparto.
Secondo le anticipazioni, si valuta la possibilità di distribuire fino al 100% dell’utile, oltre a una quota del capitale in eccesso. Questo scenario ha spinto le quotazioni: Mps ha registrato un progresso del 4,27%, chiudendo a 8,83 euro, mentre Mediobanca ha guadagnato il 4,58%, attestandosi a 19,65 euro.
Il concambio teorico tra i due titoli è stato stimato in 2,22 azioni Mps per una Mediobanca, elemento che ha contribuito ad accrescere le speculazioni sul riassetto societario e sulle prospettive di integrazione strategica.
La capitalizzazione di mercato delle due banche ha così beneficiato di una rinnovata fiducia degli operatori, che guardano al piano come a un possibile punto di svolta.
Nodo governance: 20 nomi in bilico
Se sul fronte industriale il clima appare più disteso, maggiori tensioni emergono sul capitolo della governance. La definizione della lista per il nuovo Cda resta il dossier più delicato.
Nelle ultime ore si sono moltiplicate le indiscrezioni sulla possibile permanenza dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e del presidente Nicola Maione. Tra le ipotesi circolate figurano anche profili alternativi per i vertici, tra cui Corrado Passera, Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo, manager con esperienze di primo piano nel settore finanziario ed energetico.
Al momento, tuttavia, lo scenario più accreditato indica la presenza di Lovaglio e Maione nella lista ristretta di 20 candidati, con l’orientamento a garantire continuità alla guida dell’istituto.
Il numero iniziale di nominativi superava tale soglia, rendendo necessario un lavoro di selezione per ridurre la rosa e rispettare i criteri previsti.
Scadenze ravvicinate e incontri decisivi
Il calendario impone tempi serrati. La scadenza formale per la presentazione della lista è fissata al 5 marzo, ma l’obiettivo interno sarebbe quello di chiudere il dossier entro il 3 marzo.
Nel fine settimana sono previsti ulteriori incontri tra i consiglieri, con la possibilità di convocare un consiglio straordinario per eliminare i nominativi in eccesso e raggiungere un accordo definitivo. Secondo alcune indiscrezioni, l’approvazione dei 20 candidati ufficiali potrebbe emergere già nella giornata di domenica.
Molto dipenderà dal livello di convergenza interna tra i membri del consiglio. Un’intesa ampia potrebbe accelerare l’annuncio, mentre eventuali divergenze potrebbero rinviare la formalizzazione.
Il passaggio rappresenta una fase cruciale per Monte dei Paschi di Siena, che dopo anni di ristrutturazioni e interventi straordinari punta ora a consolidare la propria stabilità, rafforzare la redditività e ridefinire il proprio posizionamento nel sistema bancario italiano.
