Timori sull’IA scuotono il risparmio gestito europeo

Giulia Conti

Il settore del risparmio gestito ha vissuto una giornata di forte turbolenza sui mercati, con vendite diffuse che hanno colpito in particolare i titoli più esposti ai modelli di business digitali. A Milano, sotto i riflettori è finita FinecoBank, che ha registrato un calo di circa -9%, chiudendo le contrattazioni intorno a 20,11 euro. Alla base del movimento vi è il timore che nuovi servizi basati sull’intelligenza artificiale possano ridefinire in modo radicale il modo in cui vengono erogati i servizi di consulenza finanziaria e patrimoniale.

L’effetto domino partito dagli Stati Uniti

La pressione sui titoli europei è stata alimentata dal clima negativo proveniente da Wall Street, dove il comparto finanziario aveva già mostrato segnali di debolezza nella seduta precedente. A innescare il sell-off è stata la notizia del lancio di un nuovo servizio digitale da parte della start-up statunitense Altruist, attiva nel wealth management. La società ha annunciato l’introduzione di una funzione di pianificazione fiscale automatizzata integrata nella piattaforma di intelligenza artificiale Hazel, ampliando l’accesso anche a intermediari che non depositano gli asset presso Altruist. Questo elemento ha fatto scattare l’allarme tra gli operatori, che temono un’accelerazione verso modelli di consulenza sempre più automatizzati.

Hazel e la nuova frontiera della consulenza

La piattaforma Hazel è già in grado di analizzare dichiarazioni dei redditi, buste paga ed estratti conto, offrendo suggerimenti personalizzati e simulazioni fiscali. Secondo il mercato, questo tipo di tecnologia potrebbe rappresentare il primo passo verso un ecosistema di consulenza patrimoniale fortemente basato sull’IA, capace di ridurre i costi operativi e di aumentare la scalabilità dei servizi. L’ipotesi che strumenti di questo tipo diventino rapidamente una commodity ha spinto gli investitori a rivedere le valutazioni su banche e reti di consulenza, considerate potenzialmente esposte a una compressione dei margini.

Fineco e il nodo del modello ibrido

FinecoBank ha costruito gran parte del proprio successo su una combinazione di piattaforma digitale, servizi di investimento e rete di consulenti finanziari integrata. Proprio questo modello ibrido viene ora osservato con attenzione: se l’intelligenza artificiale diventasse il principale fattore di attrazione per i clienti, la competizione potrebbe spostarsi su elementi come prezzo, esperienza utente e capacità di investimento tecnologico, riducendo il peso della relazione personale. Il calo del titolo riflette quindi più un timore prospettico che un peggioramento immediato dei fondamentali.

La lettura degli analisti: reazione eccessiva

Secondo gli analisti di RBC, il movimento dei mercati è riconducibile soprattutto a un riposizionamento di breve periodo. Non emergono, al momento, elementi tali da giustificare una revisione strutturale delle prospettive del settore. Anche Barclays parla di una reazione dei prezzi sproporzionata, osservando che i servizi di consulenza fiscale automatizzata possono essere interpretati come prodotti di ingresso, utili a costruire gradualmente un’offerta più ampia basata sull’IA, ma non ancora in grado di sostituire integralmente i modelli tradizionali.

Le specificità del mercato italiano

Nel contesto italiano esistono peculiarità che limitano l’impatto immediato di queste innovazioni. Le banche operano spesso come sostituto d’imposta, gestendo automaticamente la fiscalità degli investimenti per conto dei clienti. Questo riduce la necessità di intervento diretto dell’utente su aspetti fiscali complessi. Inoltre, il modello del consulente completamente indipendente è meno diffuso rispetto ad altri Paesi. Le principali reti si basano su agenti collegati alle banche, già dotati di strumenti digitali di supporto che affiancano l’attività umana.

Adozione dell’IA ancora graduale

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei servizi finanziari resta, per ora, limitato. Le applicazioni sono concentrate soprattutto su automazione dei processi, analisi dei dati e supporto alla consulenza. Una diffusione più ampia potrebbe arrivare con il progressivo ricambio generazionale della clientela, più incline all’uso di soluzioni digitali avanzate. Nel breve periodo, tuttavia, gli analisti ritengono che l’IA rappresenti un fattore di evoluzione più che di discontinuità.

Un settore in trasformazione, non in declino

La giornata negativa per il risparmio gestito evidenzia la sensibilità del mercato a ogni segnale di cambiamento tecnologico. Tuttavia, il quadro complessivo resta quello di un settore solido, con modelli di business destinati ad adattarsi progressivamente all’innovazione. L’intelligenza artificiale viene vista sempre più come uno strumento complementare alla consulenza, piuttosto che come un suo sostituto immediato.