Unicredit rallenta su Mps e quota Delfin resta in bilico

Lorenzo Bianchi

Il chiarimento di Unicredit sulle indiscrezioni

Il confronto tra Unicredit e Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, in merito alla partecipazione del 17,5% detenuta in Monte dei Paschi di Siena, entra in una fase di raffreddamento. Dopo giorni di voci sul mercato, l’istituto guidato da Andrea Orcel ha diffuso una presa di posizione ufficiale per precisare la propria linea: l’analisi di potenziali operazioni è una prassi costante, ma non equivale a decisioni imminenti.
Il messaggio ha l’obiettivo di separare l’attività di valutazione strategica da ipotesi operative concrete, ridimensionando le aspettative su un possibile passo immediato verso Mps.

Le valutazioni strategiche e i criteri di rendimento

All’interno di Unicredit opera un team dedicato all’analisi di opportunità di crescita, sia entro i confini tradizionali sia oltre. In questo contesto, Mps è stata considerata come possibile obiettivo, ma l’istituto ha ribadito che ogni eventuale mossa dipende da parametri rigorosi di integrazione industriale e ritorno finanziario.
La priorità resta la coerenza con la strategia del gruppo e la capacità del target di generare valore nel medio periodo. In assenza di questi requisiti, qualsiasi operazione resta allo stadio preliminare.

La reazione del mercato azionario

Le precisazioni hanno avuto effetti immediati in Piazza Affari. Il titolo Unicredit ha registrato un progresso di circa +1,3%, mentre Mps ha ceduto intorno a -1,5%. Movimenti contenuti, che indicano come il mercato continui a considerare aperti diversi scenari di consolidamento, senza però scontare un’operazione a breve.
La volatilità limitata segnala anche che l’interesse speculativo non è venuto meno, nonostante il raffreddamento delle ipotesi più aggressive.

Il ruolo di Delfin e l’assetto azionario

Delfin rappresenta un tassello chiave nella governance di Mps, con una quota che consente di influenzare gli equilibri senza detenere il controllo. La possibile cessione della partecipazione a un grande gruppo bancario avrebbe potuto accelerare un riassetto del settore, ma al momento la holding mantiene una posizione attendista.
Il silenzio iniziale di Delfin, seguito dalle precisazioni di Unicredit, contribuisce a mantenere il quadro in sospeso, lasciando spazio a diverse opzioni strategiche.

Le prospettive di consolidamento nel settore bancario

Secondo S&P Global Ratings, il processo di consolidamento bancario in Italia e in Europa non si è esaurito. Il 2026 viene indicato come un anno ancora potenzialmente ricco di operazioni, anche perché alcune combinazioni ipotizzate in passato non hanno trovato sbocco.
In questo scenario, Mps viene considerata una possibile pedina per la creazione di un terzo polo bancario, insieme a istituti come Bper e Banco Bpm. La variabile decisiva resta l’eventuale ingresso o meno di Unicredit in uno di questi dossier.

Il richiamo della Bce sulle interferenze politiche

Sul tema è intervenuto anche il vicepresidente della Banca Centrale Europea, Luis de Guindos, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di evitare condizionamenti politici nei processi di fusioni e acquisizioni. Secondo la Bce, ostacoli di natura istituzionale rischiano di rallentare la costruzione di un mercato bancario europeo più integrato.
Il riferimento riguarda più Paesi: dall’Italia alla Spagna fino alla Germania, dove interventi regolatori hanno in passato complicato alcune operazioni transfrontaliere.

Il contesto normativo italiano

Negli ultimi mesi l’Italia ha rivisto alcuni aspetti legati all’esercizio dei poteri speciali dello Stato, riducendo le tensioni con le autorità europee. Questo aggiornamento normativo mira a rendere più chiaro il perimetro di intervento pubblico, favorendo una maggiore prevedibilità per gli operatori finanziari.
In tale contesto, le banche valutano con maggiore attenzione le opportunità di crescita esterna, pur mantenendo un approccio prudente.

Uno scenario ancora aperto

La frenata di Unicredit su Mps non equivale a una chiusura definitiva. Il settore resta in movimento, con equilibri che possono cambiare rapidamente in funzione di mercato, risultati finanziari e quadro regolatorio.
Per ora, la partita sulla quota Delfin resta aperta, mentre investitori e analisti continuano a osservare con attenzione i prossimi passi dei principali protagonisti.