Bollo auto 2026: debutto delle nuove regole

Giulia Conti

Prima scadenza con il nuovo sistema

Si avvicina la prima scadenza annuale del bollo auto regolato dalle nuove disposizioni applicabili ai veicoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2026. Il cambiamento non riguarda il metodo di calcolo dell’imposta, che resta un tributo regionale, ma incide su tempi e modalità di pagamento, con effetti immediati per chi acquista un’auto nel corso dell’anno.

Scadenze ripensate per le nuove immatricolazioni

Per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026, il versamento del bollo non segue più le finestre fisse del passato. L’imposta va pagata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione e la copertura vale 12 mesi.
Esempio operativo: per un’auto immatricolata a gennaio 2026, la prima scadenza cade il 28 febbraio 2026; dalle annualità successive, il termine torna ad allinearsi al 31 gennaio di ogni anno.

Addio al pagamento rateale

Un’altra novità rilevante è la soppressione della rateizzazione. Per le nuove immatricolazioni non è più possibile suddividere l’importo in rate quadrimestrali o semestrali: il bollo va corrisposto in un’unica soluzione annuale. La misura mira a semplificare la gestione del tributo, ma richiede ai contribuenti una pianificazione più attenta della spesa.

Vecchie regole per le auto precedenti al 2026

I veicoli immatricolati prima del 1° gennaio 2026 continuano, in linea generale, a seguire le regole precedenti, comprese le scadenze tradizionali. Fa eccezione il caso in cui la Regione introduca modifiche autonome: ad esempio, in Emilia-Romagna è stato deliberato un aumento del 10% delle tariffe a partire dall’inizio dell’anno.

Fermo amministrativo: il bollo resta dovuto

Dal 2026 viene eliminata l’esenzione per i mezzi sottoposti a fermo amministrativo. Poiché il bollo è una tassa sulla proprietà e non sulla circolazione, l’impossibilità di utilizzare il veicolo non sospende più l’obbligo di pagamento.
In passato, i fermi amministrativi per violazioni del Codice della Strada consentivano l’esonero; restavano invece esclusi i fermi fiscali disposti dall’agente della riscossione. Con le nuove regole la distinzione viene superata: il bollo va pagato in ogni caso.

Come si calcola l’importo

Il calcolo resta invariato: si moltiplicano i kW del veicolo per una tariffa regionale legata alla classe ambientale Euro. In genere è prevista una soglia agevolata fino a 100 kW, con un incremento per ogni kW eccedente.
Oltre i 185 kW scatta il superbollo, pari a 20 euro per ciascun kW oltre la soglia.

Tariffe indicative per classe Euro

Le tariffe possono variare per Regione, ma i valori medi sono i seguenti:

  • Euro 4, 5, 6: 2,58 €/kW fino a 100 kW e 3,87 €/kW per la parte eccedente.
  • Euro 3: 2,70 €/kW fino a 100 kW e 4,05 €/kW oltre.
  • Euro 2: 2,80 €/kW fino a 100 kW e 4,20 €/kW oltre.
  • Euro 0: 3,00 €/kW fino a 100 kW e 4,50 €/kW oltre.

Verifica e calcolo dell’importo

Per un conteggio puntuale è disponibile il servizio ufficiale di Automobile Club d’Italia. Inserendo targa, Regione di residenza e tipologia di veicolo, il sistema elabora l’importo dovuto, includendo eventuali sanzioni o interessi in caso di ritardo. Il riepilogo consente di verificare i dati tecnici e la cifra finale prima del pagamento.

Impatto pratico per i contribuenti

Le nuove regole rendono il bollo più lineare nelle scadenze ma meno flessibile nelle modalità di versamento. L’unica soluzione annuale e l’obbligo anche in presenza di fermo amministrativo richiedono maggiore attenzione alle tempistiche, soprattutto nel primo anno di immatricolazione.