Bonus condominiali 2026: regole e obblighi da conoscere

Giulia Conti

Con l’avvio del 2026 torna al centro dell’attenzione il tema delle agevolazioni fiscali per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici. Amministratori e condòmini sono chiamati a rispettare una serie di adempimenti fondamentali affinché le detrazioni maturate sulle spese sostenute nel 2025 vengano correttamente riconosciute nelle dichiarazioni dei redditi. La corretta trasmissione delle informazioni all’Agenzia delle Entrate rappresenta il passaggio chiave per evitare errori, ritardi o la perdita dei benefici.

Scadenza decisiva per la comunicazione dei dati

Entro il 16 marzo 2026, gli amministratori di condominio devono inviare in via telematica i dati relativi alle spese agevolabili sostenute nel corso del 2025. Queste informazioni alimentano il sistema del 730 precompilato, consentendo ai singoli condòmini di trovare già inserite le detrazioni spettanti. In caso di mancata trasmissione o invio incompleto, le spese non vengono automaticamente caricate nel modello, costringendo il contribuente a intervenire manualmente e aumentando il rischio di errori o contestazioni.

Interventi che danno diritto alle detrazioni

Rientrano nelle agevolazioni gli interventi deliberati dall’assemblea e realizzati sulle parti comuni dell’edificio, tra cui manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazioni edilizie, opere di efficientamento energetico, lavori di consolidamento e miglioramento sismico, interventi sugli impianti centralizzati. Si tratta di operazioni che interessano elementi strutturali e funzionali dell’immobile come facciate, coperture, scale, ascensori, impianti di riscaldamento centralizzati, sistemi di isolamento e spazi comuni.

Differenze di aliquota in base all’uso dell’immobile

Un aspetto centrale riguarda la percentuale di detrazione applicabile. Per le spese sostenute nel 2025 e portate in detrazione nel 2026 fino al 50% per le unità destinate ad abitazione principale e 36% per immobili diversi dalla prima casa. La distinzione incide in modo significativo sull’importo recuperabile. È quindi fondamentale che l’amministratore disponga di informazioni aggiornate sulla destinazione d’uso delle singole unità, altrimenti il sistema potrebbe attribuire automaticamente l’aliquota più bassa.

Dati che l’amministratore deve trasmettere

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate deve contenere dati catastali, quote di spesa imputate a ciascun condomino, tipologia di intervento, aliquota di detrazione spettante e ogni altra informazione necessaria per l’esatta attribuzione del beneficio. L’invio avviene esclusivamente per via telematica attraverso i canali ufficiali. Al termine della procedura viene rilasciata una ricevuta, che l’amministratore è tenuto a conservare.

Sanzioni in caso di omissione o errore

Il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione comporta l’applicazione di sanzioni amministrative a carico dell’amministratore. Oltre all’aspetto sanzionatorio, l’errore produce conseguenze pratiche per i condòmini, che potrebbero non vedere riconosciuta la detrazione o dover presentare dichiarazioni integrative. Per questo motivo è sempre più diffuso l’utilizzo di software gestionali dedicati, in grado di ridurre il rischio di incongruenze e automatizzare il caricamento dei dati.

Ruolo attivo dei condòmini

Anche i proprietari delle unità immobiliari devono collaborare affinché la procedura vada a buon fine. In particolare, è opportuno che comunichino tempestivamente se l’immobile è prima casa, verifichino l’esattezza dei dati anagrafici e catastali e controllino il 730 precompilato al momento della disponibilità.

Importanza della corretta pianificazione

La gestione delle detrazioni condominiali non è solo un adempimento formale, ma una componente strategica per la tutela economica dei condòmini. Una comunicazione precisa permette di sfruttare appieno i benefici previsti dalla normativa e di evitare contenziosi o perdite economiche.