Un caso simbolo nell’applicazione della Legge 3
Una storica famiglia di costruttori lombardi ha ottenuto l’annullamento di 17,5 milioni di euro di debiti grazie alla procedura di liquidazione controllata prevista dalla Legge 3, parte del Codice della crisi. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Bergamo, che ha riconosciuto le condizioni necessarie per applicare una misura nata per assistere soggetti in grave difficoltà economica, permettendo loro di ripartire senza ricorrere al fallimento.
La normativa, concepita per sostenere individui e imprese colpite da crisi finanziarie, consente di vendere beni, riorganizzare il debito residuo e chiudere le esposizioni in modo ordinato, garantendo comunque un recupero parziale ai creditori.
Un anno segnato dall’aumento del sovraindebitamento
Il caso di Bergamo si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una forte crescita delle situazioni di insolvenza. Nel 2024, secondo i dati dell’Osservatorio procedure e liquidazioni di Cerved, sono state registrate 9.194 liquidazioni giudiziali, pari a un aumento del 17,2% rispetto all’anno precedente.
Altre analisi stimano un incremento del 19,7%, per un totale di 9.162 procedimenti, confermando una tendenza diffusa su tutto il territorio italiano.
L’area più colpita risulta essere il Nord-Ovest, con la Lombardia in testa. Nei primi dieci mesi del 2024, le istanze depositate presso l’OCC della Camera Arbitrale di Milano sono state 255, un valore stabile rispetto all’anno precedente, ma con un cambiamento nella composizione: il 62% riguarda consumatori, evidenziando un crescente disagio economico delle famiglie.
Liquidazione controllata: un percorso che funziona
La procedura di liquidazione controllata, applicata nel caso lombardo, rappresenta una delle soluzioni più efficaci per gestire esposizioni finanziarie elevate in modo sostenibile. Nel 2024, gli OCC hanno amministrato complessivamente 44,97 milioni di euro di posizioni debitorie, restituendo ai creditori una media del 16% del totale, secondo i dati riportati nel Report Annuale 2025.
La vicenda dimostra come la Legge 3 possa operare anche su importi molto consistenti, offrendo un percorso legale chiaro e trasparente a chi non è più in grado di far fronte ai propri impegni finanziari, mantenendo al contempo un equilibrio tra tutela del debitore e riconoscimento dei diritti dei creditori.
Una seconda opportunità per chi agisce in buona fede
L’applicazione della Legge 3 non equivale a una cancellazione indiscriminata dei debiti, ma si fonda su criteri rigidissimi relativi alla buona fede del soggetto coinvolto, alla trasparenza delle informazioni fornite e alla capacità di dimostrare l’impossibilità oggettiva di far fronte alle obbligazioni.
Per molti cittadini e piccoli imprenditori, la scarsa conoscenza di questo strumento rappresenta un ostacolo, spingendo spesso ad affrontare in solitudine situazioni insostenibili. L’esperienza dimostra invece l’importanza di rivolgersi agli Organismi di Composizione della Crisi o a professionisti specializzati per avviare un percorso regolare e riconosciuto.
Impatto sul tessuto economico e sociale
Il provvedimento di Bergamo mette in luce il ruolo essenziale della Legge 3 nel preservare la continuità economica di famiglie e imprese. In un contesto caratterizzato da inflazione, aumento del costo del denaro e fragilità dei bilanci, strumenti come la liquidazione controllata rappresentano un meccanismo di protezione fondamentale.
Per il sistema produttivo locale, la possibilità di evitare l’implosione di attività storiche riduce gli effetti a catena su occupazione, fornitori e comunità. La misura, inoltre, consente una gestione ordinata del debito che limita l’impatto sociale e promuove una ripartenza sostenibile.
Verso un uso più consapevole degli strumenti di legge
Il caso lombardo si aggiunge a una serie crescente di procedure che dimostrano l’efficacia della normativa sul sovraindebitamento. Una maggiore diffusione delle informazioni e l’intervento sistemico degli OCC potrebbero favorire un ricorso più ampio e tempestivo alla Legge 3, evitando situazioni estreme e salvaguardando le realtà economiche in difficoltà.
