Milioni di comunicazioni in partenza
Il 2026 segnerà un’accelerazione senza precedenti nell’azione di contrasto all’evasione fiscale. L’Agenzia delle Entrate ha programmato l’invio di circa 2,4 milioni di lettere indirizzate a contribuenti e imprese che presentano anomalie significative nei propri comportamenti fiscali. L’obiettivo è intercettare situazioni di irregolarità e stimolare una correzione spontanea prima dell’avvio di procedure più incisive.
Il perimetro degli evasori individuati
Alla base dell’operazione c’è un bacino stimato di oltre 200.000 soggetti tra persone fisiche e imprese, suddivisi in due grandi categorie. Da un lato, contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione pur avendo redditi da dichiarare; dall’altro, soggetti completamente sconosciuti al Fisco, che esercitano attività economiche senza alcuna forma di emersione.
Secondo le analisi, circa 116.000 contribuenti rientrano nella prima tipologia, mentre 86.000 appartengono alla seconda, la più critica perché caratterizzata da fatturazione interamente in nero.
I criteri di selezione e l’analisi del rischio
L’Agenzia utilizza modelli avanzati di analisi del rischio, basati su indicatori selettivi che consentono di individuare incongruenze rilevanti tra i dati dichiarati e le informazioni disponibili nei sistemi informativi. Questo approccio permette di concentrare l’attenzione sui casi a maggiore probabilità di evasione, evitando controlli generalizzati e poco efficaci.
L’annuncio del vertice dell’Agenzia
A illustrare l’impianto dell’operazione è stato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, intervenendo durante Telefisco 2026. Il messaggio è chiaro: le comunicazioni rappresentano un primo livello di intervento, pensato come promemoria per indurre il contribuente a verificare la correttezza della propria posizione.
Tipologie di lettere e destinatari
Le comunicazioni saranno differenziate in base al profilo del contribuente:
- una parte andrà a chi ha omesso o dimenticato alcuni adempimenti;
- un’altra ai soggetti che non hanno presentato alcuna dichiarazione;
- specifiche segnalazioni riguarderanno l’IVA, in presenza di fatture e corrispettivi emessi senza riscontro nei versamenti periodici.
L’intento è favorire una regolarizzazione volontaria, riducendo il ricorso a sanzioni e contenziosi.
Impatto potenziale sui conti pubblici
La riduzione strutturale dell’evasione avrebbe effetti significativi sul quadro macroeconomico. Le stime indicano che, mantenendo il trend di recupero fino al 2028, il PIL potrebbe risultare più alto di 0,3%, mentre nel lungo periodo il rapporto debito/PIL potrebbe diminuire di oltre 4 punti percentuali entro i prossimi 15 anni. Un miglioramento che inciderebbe direttamente sulla sostenibilità dei conti pubblici.
Due realtà fiscali a confronto
Il quadro che emerge descrive una sorta di doppia Italia: da una parte contribuenti che rispettano gli obblighi, dall’altra una minoranza che elude sistematicamente le regole. L’azione dell’Agenzia punta a ridurre questo divario, rafforzando il principio di equità fiscale e la percezione di efficacia dei controlli.
Strategia graduale e prevenzione
Le lettere non rappresentano l’ultimo stadio del percorso, ma l’avvio di una strategia graduale. Chi non risponderà o non regolarizzerà la propria posizione potrà essere destinatario di controlli più approfonditi. In questa ottica, la comunicazione preventiva diventa uno strumento di prevenzione, oltre che di recupero.
Verso un fisco più mirato
L’operazione conferma la direzione intrapresa dall’amministrazione finanziaria: meno verifiche casuali e più interventi mirati, basati su dati e analisi avanzate. Un modello che mira a massimizzare l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione, riducendo al contempo l’impatto sui contribuenti in regola.
