Prima casa e indipendenza: guida pratica per giovani

Giulia Conti

Un’uscita di casa sempre più tardiva

In Italia il percorso verso l’autonomia abitativa resta complesso. L’età media in cui i giovani lasciano la casa dei genitori supera 30 anni, uno dei valori più alti in Europa. Nella fascia 20–29 anni, circa 8 ragazzi su 10 vivono ancora in famiglia, contro una media europea poco sopra la metà. Tra salari iniziali contenuti, canoni di locazione elevati e prezzi delle abitazioni in crescita, comprare o affittare una casa rappresenta una scelta che richiede pianificazione e conoscenza delle regole.

Acquisto o affitto: valutare bene il primo passo

Prima di decidere se acquistare o affittare, è fondamentale analizzare stabilità lavorativa, capacità di risparmio e prospettive di lungo periodo. L’acquisto comporta impegni pluriennali, spese accessorie e oneri fiscali, mentre l’affitto garantisce maggiore flessibilità ma non consente di costruire un patrimonio. In entrambi i casi, errori di valutazione iniziali possono trasformarsi in costi significativi.

Il ruolo dell’agente immobiliare e le tutele

L’agente immobiliare svolge una funzione di mediazione, ma non assume responsabilità diretta sulla regolarità urbanistica dell’immobile. La provvigione matura nel momento in cui viene accettata una proposta di acquisto o firmato un preliminare, anche se la vendita poi non va a buon fine. Per ridurre i rischi, è possibile negoziare il pagamento della commissione al momento del rogito oppure inserire clausole sospensive, come quella legata all’ottenimento del mutuo o alla conformità urbanistica e catastale.

Verifiche tecniche e documentazione indispensabile

Chi compra deve controllare che l’immobile sia conforme sia dal punto di vista catastale sia da quello urbanistico. Non basta la planimetria catastale: serve anche la corrispondenza con i documenti depositati presso il Comune. In assenza di conformità urbanistica, il notaio non può procedere al rogito. È obbligatorio anche l’Attestato di Prestazione Energetica (APE), che deve essere disponibile già in fase di annuncio.

Condominio: cosa controllare prima di firmare

Le spese straordinarie deliberate prima del rogito restano in capo al venditore, ma è prudente esaminare i verbali delle assemblee recenti. Questo consente di individuare lavori in programma e verificare l’eventuale presenza di condomini morosi. Un edificio con forti arretrati può generare problemi, perché in alcuni casi i creditori possono rivalersi anche sugli altri proprietari.

Notaio e banca: scelte autonome

La legge prevede che il notaio venga scelto dal venditore, ma nulla vieta all’acquirente di proporre un professionista di fiducia. Lo stesso vale per la banca che eroga il mutuo: nessun intermediario può imporre un istituto specifico. Confrontare più preventivi permette spesso di ridurre costi e condizioni.

Affitto: diritti e doveri dell’inquilino

Nel contratto di locazione, le spese di registrazione devono essere ripartite al 50% tra proprietario e inquilino. Il deposito cauzionale serve esclusivamente a coprire eventuali danni e non può sostituire gli ultimi canoni. Le riparazioni straordinarie spettano al locatore, quelle ordinarie all’inquilino. In assenza di danni, la caparra va restituita entro 30–60 giorni dalla riconsegna dell’immobile.

Agevolazioni fiscali per chi acquista la prima casa

Chi compra da privato o da impresa in esenzione IVA beneficia di:

  • Imposta di registro al 2%
  • Imposta ipotecaria: 50 euro
  • Imposta catastale: 50 euro

Se l’acquisto è soggetto a IVA:

  • IVA al 4%
  • Registro, ipotecaria e catastale: 200 euro ciascuna

Gli interessi passivi del mutuo sono detraibili al 19% fino a un massimo di 4.000 euro, con un beneficio potenziale di 760 euro annui.

Detrazioni per giovani in affitto

Per chi ha tra 20 e 30 anni e un reddito non superiore a 15.493,71 euro, è prevista una detrazione IRPEF del 20% sul canone, fino a 2.000 euro annui.

Ristrutturazioni e arredi

Il 2026 rappresenta l’ultimo anno con detrazione al 50% per le ristrutturazioni sulla prima casa, su una spesa massima di 96.000 euro. Dal 2027 l’aliquota è destinata a scendere al 36%. Confermato anche il bonus mobili, con detrazione del 50% su un massimo di 5.000 euro per arredi ed elettrodomestici collegati a lavori di ristrutturazione.