UE contro Meta: WhatsApp accusato di abuso di posizione dominante

Francesca Vitali

L’Antitrust europeo interviene su WhatsApp per escludere AI concorrenti

Il 9 febbraio, la Commissione Europea ha messo sotto la lente d’ingrandimento WhatsApp, accusandola di abuso di posizione dominante. Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza dell’Unione Europea, Meta, il proprietario di WhatsApp, avrebbe esclude gli assistenti di intelligenza artificiale di terze parti dalla piattaforma, violando le norme antitrust dell’UE. Questo comportamento, se confermato, potrebbe bloccare l’ingresso e lo sviluppo di concorrenti nel mercato emergente degli assistenti virtuali basati su intelligenza artificiale, con possibili effetti dannosi per la concorrenza e l’innovazione.

L’accusa: WhatsApp ostacola la concorrenza nell’AI

L’Antitrust europeo ha dichiarato che Meta, attraverso WhatsApp, ha creato barriere all’ingresso nel mercato degli assistenti virtuali basati su intelligenza artificiale. La Commissione sottolinea che WhatsApp è una delle app di comunicazione dominanti in Europa, e la sua esclusione di competitori AI potrebbe ridurre le opportunità per gli sviluppatori di assistenti virtuali generici. Questa mossa avrebbe il potenziale di penalizzare la concorrenza in un mercato ad alta crescita, impedendo alle tecnologie emergenti di espandersi.

La posizione dell’UE: misure provvisorie in attesa dell’indagine

L’UE ha chiesto misure provvisorie per fermare l’esclusione di concorrenti più piccoli mentre l’indagine è in corso, temendo che la situazione possa danneggiare irreparabilmente la concorrenza. La Commissione ha chiarito che, nonostante si tratti di una valutazione preliminare, il caso potrebbe portare a significative modifiche nel comportamento di WhatsApp, qualora venisse confermato l’abuso della sua posizione dominante. La preoccupazione centrale è che senza interventi, WhatsApp possa continuare a ostacolare lo sviluppo degli assistenti AI di terze parti.

Il contesto italiano e le azioni dell’Antitrust

Anche in Italia, l’Antitrust ha avviato un’indagine su Meta nel dicembre precedente, denunciando pratiche potenzialmente anti-competitivi da parte di WhatsApp, in base all’articolo 102 del Trattato dell’Unione Europea. Questo articolo vieta l’abuso di posizione dominante da parte di aziende che, come WhatsApp, hanno una presa significativa sul mercato. Se venisse accertata una violazione, l’UE potrebbe adottare misure restrittive, che potrebbero includere l’obbligo di consentire l’accesso alle API di WhatsApp Business per i concorrenti.

La difesa di Meta: nessun problema per la concorrenza

Meta, da parte sua, ha risposto alle accuse con sicurezza, affermando che non ci sono motivi per cui l’UE debba intervenire. Secondo l’azienda, ci sarebbero diverse soluzioni di intelligenza artificiale disponibili per gli utenti attraverso app store, dispositivi, siti web e collaborazioni di settore. Meta sostiene che la Commissione Europea stia fraintendendo la situazione, ritenendo erroneamente che le API di WhatsApp Business siano un “canale di distribuzione fondamentale” per gli assistenti AI.

L’importanza dell’API e l’ecosistema di WhatsApp

WhatsApp Business, con le sue API, è uno strumento fondamentale per le aziende che cercano di interagire con i clienti tramite chatbot e automazione. Tuttavia, la piattaforma di Meta è stata accusata di limitare l’accesso alle sue risorse per i competitori, escludendo in tal modo i chatbot di intelligenza artificiale di terze parti. Se la Commissione Europea dovesse decidere che questa azione danneggia la competizione leale, Meta potrebbe essere obbligata a riaprire le porte agli sviluppatori esterni e ad adottare una politica più inclusiva per garantire pari opportunità a tutti gli attori del settore.

Implicazioni per Meta e WhatsApp

Il caso potrebbe avere implicazioni enormi per Meta e la sua gestione della piattaforma WhatsApp, soprattutto considerando l’alta domanda di intelligenza artificiale nelle comunicazioni digitali. La tecnologia degli assistenti virtuali si sta diffondendo rapidamente e la concorrenza tra le piattaforme è fondamentale per spingere l’innovazione. Un’eventuale penalizzazione di Meta potrebbe ridurre il suo potere di mercato, aprendo la porta ad altri competitor, come Google, Amazon, o nuovi attori nel campo dell’AI, che potrebbero approfittare di questa lacuna per espandere le proprie soluzioni nel mercato europeo.

Conseguenze future e il ruolo dell’Antitrust

Le decisioni in corso da parte dell’Antitrust europeo sono cruciali per determinare il futuro della competizione tecnologica in Europa. Se l’indagine accerterà una violazione da parte di Meta, potrebbe diventare un precedente fondamentale per altre indagini simili nei confronti delle Big Tech, soprattutto in merito alla gestione di API e strumenti di comunicazione che influenzano il mercato dell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, Meta è pronta a difendere la propria posizione, affermando che la concorrenza è tutt’altro che ostacolata, ma è chiaro che le decisioni dell’UE potrebbero cambiare il panorama tecnologico europeo.